ANSA: giornalisti in sciopero


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La società odierna, fin troppo spesso, da per scontato il ruolo del giornalista. Con l’avvento di Internet e il moltiplicarsi di siti che promuovono pseudo informazione a farne le spese è stata la verità sostanziale dei fatti. 

Il lettore scivola con facilità nelle bufale e nell’impossibilità di scindere il vero dal falso, in favore di quelli che potremmo definire gli speculatori del web.

Ovviamente, sottolineo, è da menzionare l’importante articolo 2 della legge n. 69 del 3 febbraio 1963, in cui viene affermato: « è diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d’informazione e di critica, limitata dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e della buona fede. Devono essere rettificate le notizie che risultino inesatte e riparati gli eventuali errori. Giornalisti e editori sono tenuti a rispettare il segreto professionale sulla fonte delle notizie, quando ciò sia richiesto dal carattere fiduciario di esse, e a promuovere lo spirito di collaborazione tra colleghi, la cooperazione fra giornalisti e editori, e la fiducia tra la stampa e i lettori».

Ci si trova avvinghiati ad una fase storica delicata fatta di evoluzione ed autocritica del nobile mestiere del giornalista. La penna e la libertà di parola diventano schiave delle dinamiche monetarie di un tempo figlio dei ranghi “sfruttatori”.

Difatti, anche grandi realtà, si trovano a tremare, travolte dalla disinformazione e dal disvalore della professione. Un esempio lampante è lo sciopero dei giornalisti ANSA. Sul sito è possibile leggere le ragioni e i tempi di questa astensione al lavoro. Al termine dell’assemblea dei giornalisti dell’ANSA, è stato diffuso il documento approvato, nel quale si illustrano le ragioni dello sciopero immediato proclamato fino alle 7 del 29 giugno. La redazione, si legge nel documento, “conferma il no fermo dei giornalisti al piano di tagli presentato dall’azienda” e definisce lo strumento dei contratti di solidarietà “inaccettabile anche perchè danneggerebbe in modo irreparabile ampiezza della copertura e qualità del notiziario, quindi il ruolo stesso di dorsale del sistema dell’informazione nel Paese e di garanzia di pluralismo e democrazia come testimoniato anche dalle numerose, immediate e trasversali testimonianze di solidarietà spontanea ricevute”.

Nel documento viene sottolineato che per i giornalisti dell’Ansa è prioritaria la stabilizzazione dei contratti a tempo determinato e si chiede una “immediata verifica sui conti dell’Ansa e su eventuali aree di recupero dei costi alternative alla solidarietà che non pesino sul corpo redazionale”.  Infine, l’Assemblea respinge i tagli al budget della redazione e a quello per i collaboratori e chiede l’apertura di una “vertenza nazionale con la FNSI ed a proseguire nella linea della massima visibilità anche con iniziative pubbliche”. Un ulteriore giorno di sciopero è proclamato fin da ora, in assenza di riscontri alle richieste dell’assemblea, per il primo luglio.

Un giorno la crisi passerà, si profileranno nuove realtà all’orizzonte e anche i giovani giornalisti (forse) potranno sperare di lavorare nelle grandi redazioni, quelle che un tempo erano sinonimo di qualità e sicurezza, perché la notizia era sicuramente vera poichè “scritta sul giornale”.

Alessia Aleo 

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