Via libera della Camera alla riforma della Pubblica Amministrazione. Il testo passa al Senato.


montecitorio_aula_camera-600x300

Il testo della Riforma, dopo il lungo iter durato ben otto mesi, viene votato in Aula con 253 sì, 93 no e 5 astenuti, ed è ora pronto per tornare al Senato per l’approvazione definitiva; approvazione definitiva che il governo conta di ottenere prima della pausa estiva.

Tra le novità più eclatanti: stretta sui dirigenti (emendamento presentato dal M5S), introduzione del numero unico per le emergenze (dopo la procedura di infrazione dell’U.E.), eliminazione del voto di laurea come barriera per l’accesso ai concorsi (emendamento presentato dal Pd).

Tra le novità più importanti segnaliamo:

STRETTA SUI DIRIGENTI

Si prevede una delega al governo per stabilire i casi in cui, in presenza di condotta dolosa, la condanna, anche non definitiva, della Corte dei Conti porterà alla revoca dell’incarico o al suo mancato conferimento. I vertici, nell’ottica della riforma, diventeranno licenziabili, per lo meno nei casi di valutazioni negative sul loro operato e gli incarichi non saranno più ‘a vità’.

ABOLIZIONE DEL VOTO MINIMO DI LAUREA.

Viene finalmente abolito il voto minimo di laurea per l’accesso ai concorsi, per cui non sarà più necessario esibire un voto minimo di laurea per potere prendere parte a determinate selezioni pubbliche.

POTERI DI CONTROLLO PIÙ AMPI PER L’INPS. 

I controlli sui “finti malati” passeranno, in un’ottica di riorganizzazione di tutto il sistema, dalle Asl all’Inps.

RIORDINO DELLE FORZE PUBBLICHE.

Previsto in primis il trasferimento di funzioni, mezzi e risorse antincendio dal Corpo forestale dello Stato ai Vigili del fuoco, nell’ambito del previsto assorbimento della Forestale in un’altra Forza di polizia (con tutta probabilità nell’Arma dei Carabinieri). Si prevede inoltre un riordino di tutte le forze pubbliche, utilizzando il metro del “merito”.

NUMERO UNICO EUROPEO PER LE MERGENZE.

Viene istituito il numero unico europeo per le emergenze (112) operante su tutto il territorio nazionale con centrali operative regionali.

SPENDING REVIEW.

In un’evidente ottica di risparmio e riorganizzazione viene dato il via libera anche alla soppressione delle Autorità indipendenti quando le loro funzioni si sovrappongono a quelle degli uffici ministeriali, con l’ulteriore previsione di un livellamento degli stipendi dei dipendenti per avvicinare i trattamenti economici a quelli delle altre amministrazioni pubbliche.

In arrivo anche il taglio del 50% dei tempi burocratici per le grandi opere al fine di semplificare ed accelerare, fino al dimezzamento dei tempi, le operazioni in caso di rilevanti insediamenti produttivi, opere di interesse generale o di interventi con effetti positivi sull’occupazione.

Interventi anche sugli uffici “periferici” dello Stato: in prima linea le Prefetture inglobate nel nuovo Ufficio territoriale unico.

Nell’ottica della spending review vengono ridisegnate anche le capitanerie di porto: ci sarà un solo comando, sotto la Marina.

NUOVI POTERI PER PALAZZO CHIGI.

Verranno precisate le funzioni attribuite a palazzo Chigi per il mantenimento dell’unità di indirizzo, con la conseguente attribuzione anche di nuovi poteri di controllo da esercitare sia sulle Agenzie fiscali sia sulle nomine dei manager pubblici.

LIBRETTO UNICO AUTO. 

Nell’ottica della creazione di un’unica banca dati, viene previsto il graduale trasferimento di funzioni dall’Aci al ministero dei Trasporti, a cui fa capo la Motorizzazione.

Angela Scalisi

Lascia un commento

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑