Se ciò che diciamo o le azioni che compiamo possono risuonare nel nostro prossimo è perché siamo rami dello stesso albero…è perché Dio ci ha donato la capacità di essere empatici…
L’empatia è l’abilità di saper entrare nello schema di riferimento dell’altro, la capacità di vedere il “mondo” con gli occhi dell’altro e avere informazioni dal suo punto di vista sia razionale sia emotivo (pensieri, vissuti, emozioni, significati) per poter capire le sue richieste e i suoi bisogni.
E’ l’abilità di aprirsi all’esperienza di un’altra persona, di seguire, afferrare, comprendere il più pienamente possibile l’esperienza soggettiva della “persona”, ponendosi dal suo stesso punto di vista, senza assumerlo come proprio. E’ la capacità di percepire lo schema di riferimento interno di un altro con accuratezza e con le componenti emozionali e di significato ad esso pertinenti, come se si fosse l’altro, ma senza mai perdere di vista questa condizione di “come se “.
È la chimica? È la pancia? È il cervello! Sono neuroni che si specchiano. Quando incontriamo una persona dolce, dai modi gentili, sorridente e disponibile i nostri neuroni si specchiano.
I miei riconoscono nei suoi la mia dolcezza, la mia gentilezza, la mia disponibilità, il mio sorriso. Se invece mi confronto con una persona chiusa, sfidante e ostile immediatamente sento la mia chiusura, il mio senso di sfida verso l’altro, la mia ostilità. Qualunque siano le emozioni che percepisco nell’altro è sempre il mio sentire che si attiva.
Immensamente affascinante, a tal proposito, la scoperta dei neuroni a specchio dello scienziato italiano Giacomo Rizzolatti.

Literaturherbst Paulinerkirche
Giacomo Rizzolatti
Foto: Christoph Mischke
I neuroni a specchio permettono di spiegare fisiologicamente la capacità dell’uomo di porsi in relazione con altri individui; nel nostro cervello, osservando una determinata azione, si attivano gli stessi neuroni che entrano in gioco quando siamo noi a compierla; in questo modo possiamo comprendere con facilità le azioni dei nostri simili (sistema comparativo con azioni analoghe compiute in passato). Questa precisazione è molto importante, infatti sembrerebbe che il neurone a specchio entri in azione soltanto quando il soggetto osserva un comportamento che egli stesso ha posto in atto in precedenza.
Il riconoscimento delle emozioni stesse si basa su questo “meccanismo a specchio“. E’ stato dimostrato sperimentalmente che quando osserviamo negli altri una manifestazione di dolore si attiva il medesimo substrato neuronale collegato alla percezione in prima persona dello stesso tipo di emozione (percepiamo quindi la stessa emozione).
Tratto da: http://www.my-personaltrainer.it/fisiologia/neuroni-a-specchio.html
Semplicemente meravigliosa la capacità che ha il nostro cervello di attivare gli stessi neuroni che in un determinato momento sono attivi in chi ci sta di fronte. Le manifestazioni emozionali che osserviamo nell’altro attivano il medesimo substrato neuronale collegato alla percezione in prima persona dello stesso tipo di emozione. Tutto ciò significa che esiste un meccanismo naturale e biologico che ci mette in relazione con gli altri… il nostro cervello sceglie, a prima vista, i neuroni in cui specchiarsi.
Giusi Lo Bianco







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