Tra filosofia e architettura: ARCHAI di Filippo Papa


Locandina-ARCHAI (1)

Il nuovo progetto di fotografia e video di Filippo Papa approda, ancora una volta, a Catania: “ARCHAI” è aperta al pubblico dal 12 al 27 settembre dalle ore 09,00 alle 13,00 e dalle 15,30 alle 19,00 presso il Palazzo della Cultura, “Sala Refettorio”.

La mostra prende il suo nome dal greco e dall’antico significato a cui rimanda la parola “Archè” (principio, origine); si tratta della forza primigenia che domina il mondo, da cui tutto proviene e a cui tutto tornerà. Papa parte dal filosofo James Hilman e dalle sue teorie sugli archetipi, che rappresentano le radici dell’anima che governano le prospettive attraverso cui vediamo noi stessi e il mondo, e analizzando il libro “L’anima dei luoghi” ha riscontrato una sorprendente coincidenza con la sua personale ricerca artistica.

Nell’antica Grecia ogni luogo aveva un’anima: un lago poteva essere la casa di una ninfa, un bosco quella di una dea e un tempio il luogo della massima spiritualità. La ricerca di Filippo Papa punta a questo, far trapelare l’anima di un luogo, dare dignità ad un semplice edificio al pari delle grandi architetture del passato e del presente. Ma, allo stesso tempo, anche un ritorno all’essenza dell’architettura, al misticismo legato ad essa e al luogo (come nell’antica Grecia) ma con una chiave di lettura che va verso il contemporaneo, in un continuum rispetto al pensiero di Hilman sull’esistenza di un’anima che abita e possiede i luoghi.

Filosofia e arte visiva si intrecciano: da anni Papa analizza a livello fotografico l’architettura, in particolare l’intervento della luce su di essa ritenendo che sia la luce a dare vita al manufatto umano, esaltandone l’essenza; i forti contrasti che contraddistinguono lo stile tecnico della sua fotografia esaltano le forme dei soggetti architettonici raffigurati. “ARCHAI” è anche questo, un’accurata analisi legata alle tematiche dell’architettura e dell’azione della luce su di essa, in quanto secondo l’artista è “La luce che dà vita al manufatto umano, la natura stessa delle forme si anima. Il contrasto delle forme, il bianco e il nero diventano il corpo, l’anima e l’essenza delle cose”.

Nel lavoro fotografico in mostra dal titolo “Eclipse” del 2012 , si nota la trasformazione di una fenditura del castello di Spadafora in un eclissi. Ma non solo, l’astrazione delle forme porta alla nascita di varie interpretazioni che rendono l’essenza del luogo dinamica e viva.

Nell’opera dal titolo “Geometry” del 2014, è rappresentata una delle architetture più famose al mondo, il complesso delle “case cubo” di Rotterdam, che diventa geometria di luce, fusione pura tra forma e luce.

Nell’opera “Giants” del 2014, sono raffigurati altri grattacieli di Rotterdam che metaforicamente sono ricondotti a due giganti neri immersi nella luce del cielo e delle sue nuvole.

L’opera “Mirror” del 2014, rappresenta un’architettura urbana, divisa su due livelli, quasi paralleli fra loro, come se fossero specchiati, mentre la finestra in basso sembra quasi un passaggio temporale fra cielo e urbano.

Lo scopo inconscio di questi scatti è quello di porre un interrogativo allo sguardo attento del suo pubblico: le architetture ed i manufatti umani sono solo luoghi da abitare? O possono essere qualcos’altro? Filippo Papa risponde tramite i suoi lavori, cercando di non fermarsi alla staticità della fotografia, e in particolare presentando “L’anima dei luoghi”, un video legato alla ricerca e alla costruzione di nuove esperienze visive spazio-temporali con l’utilizzo del bianco e nero, di forti contrasti ed effetti di velocizzazioni temporali, per un omaggio alla Sicilia, ai suoi luoghi e alla sua architettura.

 

Eleonora Mirabile

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