La Francia, con un proprio comunicato, ha informato il consiglio d’Europa “della sua decisione di derogare alla Convenzione europea dei diritti umani”, a seguito dell’adozione dello stato di emergenza. Le autorità francesi hanno infatti informato il segretario generale, Thorbjorn Jagland, “di un certo numero di misure prese nel quadro dello stato d’emergenza decretato a seguito degli attentati terroristici di Parigi”. Tali misure, come riferisce lo stesso Consiglio in una propria nota, “sono suscettibili di richiedere una deroga a certi diritti garantiti” dalla Convenzione firmata a Roma nel 1950.
Il prefetto della Dordogna ha anche annunciato che “Stiamo preparando un comunicato stampa per la fine della settimana sul numero di ricerche amministrative, ma nient’altro”. Lunedi scorso, il primo rapporto era stato reso pubblico, evidenziando che già 26 perquisizioni amministrative si erano svolte in Dordogna dopo l’entrata in vigore dello stato di emergenza. Ad oggi, questi i dati, sono già state effettuate sul territorio francese, 1233 perquisizioni, 165 arresti, 142 custodie cautelari oltre al sequestro di ben 230 armi.
Il ministro dell’Interno ovviamente ha promesso di inviare a breve una circolare a tutti i prefetti in modo da rendere tutte le indagini, che lo stato di emergenza in vigore sta facendo proliferare, conformi alla legge.
Alle stesse dichiarazioni provenienti dal Consiglio d’Europa, sulla deroga “ a certi diritti garantiti” a livello internazionale, sono seguite inoltre misure a livello europeo atte a difendere l’Europa dalla minaccia terroristica, che in questo 2015 è ormai diventata evidente. Si parla,nell’ottica di un mirato piano di difesa, della predisposzione di controlli molto più pressanti per i contenuti che viaggiano sul web e in generale sui canali informatici e di schedatura dei passeggeri dei voli aerei.
Ovviamente le polemiche spopolano, in quanto è evidente la compressione di una serie innumerevoli di diritti che sono ormai acquisiti alla nostra coscienza sociale; un altro prezzo da pagare per una violenza che affonda le proprie radici in una diversità secolare.
Angela Scalisi







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