“Sport È Integrazione”: il torneo di calcio più colorato della Sicilia



 

Lo sport come mezzo di integrazione, è questo il messaggio dell’evento organizzato dal Consorzio Sol.Co., la Rete di Imprese Sociali Siciliane, con la collaborazione dell’“A.S.D. Sport Village”, del Comune di Palermo e della cooperativa Sviluppo Solidale. La seconda edizione del torneo di calcio a squadre “Sport È Integrazione” si è tenuta ieri, 30 dicembre, a Palermo presso lo Sport Village di V.le Aiace 101.

Il torneo ha visto la partecipazione di circa 100 migranti che insieme a numerosi italiani hanno giocato per affermare il diritto all’integrazione e all’assenza di differenze nello sport, così come dovrebbe essere nella vita. Nello sport tutti hanno uguale dignità, non si è più o meno bravi a seconda del colore della pelle, delle usanze o delle credenze che ognuno possiede.

Il Presidente della Rete Sol.Co, Francesco Passantino, ha affermato che con questo appuntamento si vuole ricordare la necessità di abbattere ogni tipo di barriera razziale e culturale, perché ormai il fenomeno migratorio c’è e non si può far finta di niente.

Il torneo è simbolo di solidarietà e integrazione, in linea con l’attività che da anni la Rete di Imprese Sociali Siciliane svolge per accogliere nel modo migliore possibile i migranti e aiutarli ad integrarsi nella società.

 

Ogni Paese, così come l’Italia, ha le sue regole, i suoi principi ed è giusto che vengano rispettati da chi arriva da un altro Paese con una cultura diversa. È giusto anche aprirsi alle nuove culture e accogliere chi è in difficoltà per aiutarlo a risollevarsi e a trovare la sua strada. Bisogna guidare i nuovi arrivati e indirizzarli bene, non mandarli allo sbaraglio, ma educarli alla nostra cultura e imparare a rispettare le loro usanze, perché il rispetto è il primo passo verso l’uguaglianza e la pace. Ogni uomo cresce in un luogo e quel luogo plasma il suo carattere condizionando i suoi comportamenti. Alcune culture devono ancora fare molti passi in avanti per arrivare all’evoluzione che ha visto crescere la cultura europea nel campo dell’uguaglianza, della parità dei diritti tra uomo e donna ecc., ma bisogna dare ad ogni cultura il tempo di evolversi, di crescere, perché la storia ci insegna che fino a meno di un secolo fa anche la Sicilia era succube di una cultura arretrata che col tempo si è evoluta e continuerà a farlo.

 

Laura Ciancio

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