DIFENDIAMO LE NOSTRE IMPRESE: LO STATO “VINCE” CONTRO L’ESTORSIONE E L’USURA


“Lo Stato ha vinto”- sostiene la figlia di una vittima di estorsione di San Cataldo (CL), con gli occhi lucidi, raccontando le vicissitudini di suo padre, vittima della mafia. “Mio padre – continua – non me lo ritornerà più nessuno, ma il suo gesto che sia d’esempio per tutti. Occorre “Denunciare”. Le Istituzioni ci sono ed aiutano, ed a me hanno aiutato a venirne fuori”.

Questo è il messaggio che è passato per tutta la durata del convegno contro “L’estorsione ed usura” tenutosi il 16 ottobre scorso presso l’Istituto Alberghiero “Karol Woityla” di Catania.

Il convegno organizzato dall’Associazione  Siciliana Antiracket “ASIA” in collaborazione con il Consorzio per la Legalità cui fanno parte alcune Associazione intervenute al convegno:”Giustizia e Pace”con Presidente l’Ing. Ugo Tomaselli, l’Ass. F&B di Enn, Presid. Alfonso Panvini, Ass. A.S.A.R.A di Acireale, Presid. Claudio Bandini, Assoc. A.L.A. di S. M. Licodia, Presid. Franco Bartoluccio, Assoc. L.A.U.R.A. di Rimini, Presid. Antonio Radatti, ha avuto grande successo perché è riuscito a suscitare curiosità e partecipazione tra gli alunni presenti.

Sono intervenuti Istituzioni e personaggi di rilievo delle associazioni.

Ad avviare i lavori, il Presidente dell’associazione ASIA, dott. Salvo Campo, il quale dopo aver commemorato, sulle note di Nuovo Cinema Paradiso, (musiche del Maestro Raciti), l’Ispettore di Polizia “Giovanni Lizzio”, ricordando la sua lotta contro l’ estorsione e l’usura, come gesto di amore per la giustizia ed il proprio lavoro, introduce l’argomento dando la parola al Questore di Catania dott. Giuseppe Gualtieri, il quale si sofferma sull’importanza della “Denuncia”, come arma essenziale per la difesa dei diritti. Ribadisce inoltre di non pensare che affidarsi al silenzio sia una scorciatoia, non è certamente un favore né per sè né per gli altri, bensì è necessario farsi guidare dalle Associazioni antiracket, per fronteggiare il momento cruciale della denuncia, con la consapevolezza di affidarsi alle Istituzioni.

L’estorsione e l’usura – riprende il dott. Campo – non sono solo dei mali sociali, ma soprattutto dell’economia. Esplicito il suo attacco al sistema burocratico, che gestisce le risorse economiche, essendo unico interlocutore con l’esterno, il più delle volte è sensibile ad investimenti poco trasparenti.

Legalità ed economia devono stare al pari passo nel sistema economico.

Altro punto cruciale è il sistema delle  banche, inasprito dall’ accordo internazionale Basilea 2, difatti, anziché venire incontro alle esigenze del cliente moroso, il più delle volte lo consegna nelle mani degli usurai, venendosi a creare un sistema colluso di debiti.

Dunque parola d’ordine è sempre”denunciare”, tenendo conto dell’iter personale e familiare che dovrà intraprendere l’imprenditore leso.

Ma in che direzione si sta muovendo il legislatore per cercare di contenere questi fenomeni?

A spiegarcelo è il Parlamentare Avv. Giuseppe Berretta, e – dichiara – da recente è stato approvato in Parlamento il nuovo codice antimafia, soprattutto ci sono delle novità riguardo i beni confiscati alla mafia e la loro amministrazione.

La mafia non ha vinto”- conclude- sta perdendo ogni giorno sempre di più, grazie alla fiducia che stanno ottenendo sia le Associazioni antimafia,  che gli operatori Istituzionali, costantemente attivi nel territorio.

A corredo di questa esposizione , interviene l’avv. Lino Barreca, consulente legale ASIA, che spiega le dinamiche interconnesse col tessuto sociale giovanile.

La mafia è il “datore di lavoro” dei giovani, sceglie il soggetto sociale più debole, allettandolo con guadagni ed arruolandolo all’interno del proprio esercito.

Necessaria è la prevenzione, necessario è non avere paura, necessario è rivolgersi a chi può veramente tutelare i diritti dell’uomo, ovvero le Istituzioni.

Di contro però auspica una maggiore celerità dei tempi della magistratura, unico neo del sistema istituzionale.

Intervento graditissimo e che ha riscosso un’attenzione e partecipazione notevole tra gli alunni è stato quello della dott.ssa Marisa Acagnino, Presidente della VI sez. civile presso il Tribunale di Ct.

Ha spiegato in maniera chiara come si effettuano le indagini e quello che spesso si scopre è agghiacciante. Infatti, grazie spesse volte all’intervento dei “pentiti”, si è potuto risalire agli imprenditori vittime di estorsioni. Il 45% di questi dichiaravano di non esserne vittime, loro malgrado, e addirittura riferivano ai loro aguzzini le indagini da parte delle istituzioni.

Quindi, se non si cambia modo di pensare e di agire non si potrà arrivare mai ad un vero e proprio debellamento del cosiddetto “pizzo”, ricordando che la mafia non offre protezione, fa solo i propri interessi.

A concludere prima dei dibattiti è intervenuta la figlia dell’Ispettore di Polizia Giovanni Lizzio, lanciando un messaggio ai giovani: l’omertà, non aiuta, la denuncia ti salva. In memoria della lotta che aveva iniziato suo padre e che lei sta portando avanti come impegno sociale , esorta i giovani ad aprirsi al sistema della legalità e di uscire dalla paura di parlare quando si è vittima o si sa di altre vittime, perché così non ci si salva, ma si diventa complici del sistema mafioso.

Valeria Barbagallo

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