L’ “arousal” e la competizione in psicologia sociale


Le qualità di una prestazione sportiva,secondo Triplett,variano in base alla presenza di un pubblico. Triplett si chiese con un esperimento,in che modo il pubblico influenzi l’esecuzione di un’attività.

Ad un campione di bambini venne chiesto di riavvolgere nel minor tempo possibile delle lenze da pesca,dapprima in gruppo e poi singolarmente. I bambini erano più veloci se lavoravano in gruppo,per un fenomeno di facilitazione sociale. Successivamente venne loro chiesto di imparare una lista di nomi. Il sociologo scoprì che riuscivano a memorizzare i nomi quando li imparavano da soli,perchè in questo caso il pubblico li distraeva.

Nei compiti semplici infatti la presenza del pubblico che incita crea “arousal” ossia l’eccitazione che favorisce la produzione di risposte dominanti.

Nei compiti che richiedono più concentrazione mentale e poco sforzo fisico infatti,la risposta non è mai quella dominante,ma logica.La presenza degli altri inoltre,facilita le prestazioni di chi è preparato nel proprio ambito di competenza,mentre le persone poco preparate si trovano in difficoltà alla presenza degli altri.

Esistono altre interpretazioni del perchè gli altri si pongano come fonte di arousal.Cottrel sostiene che avere intorno persone che osservano una prestazione rende apprensivi,di conseguenza ciò attiva lo stimolo per la competizione,poichè si vuole fare bella figura col pubblico.

L’apprensione per la valutazione da parte del pubblico è una risposta appresa e non innata,perchè si teme il giudizio. La presenza della folla fa sì che le emozioni degli uni siano trasmesse agli altri a seguito di una sorta di contagio sociale. Come avviene quando la nazionale di calcio gioca ai mondiali,un fenomeno che riesce a coinvolgere emotivamente anche gli spettatori che non seguono di norma il calcio durante gli altri campionati.

Valeria Di Bella

Lascia un commento

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑