Bambini ed insegnanti che ridono, ballano, si divertono. Grande coinvolgimento con Punam Cristiana Ardito, l’ideatrice del laboratorio extra curriculare “L’aula del Buon Umore”, che ha irresistibilmente coinvolto tutti. Un effetto liberatorio, i grandi che tornano bambini ed i bambini che scoprono il proprio talento, quello che voglio essere e fare da grandi.

Tutto si inverte, gli animi esaltati, la felicità si legge sul volto di tutti. In poche parole un Grande Successo.
Punam, che i bambini ilaremente hanno ribattezzato “Piuma”, ci racconta la genesi della sua missione.
Lei avvocato, a 33 anni decide di mollare la sua brillante carriera, spogliandosi “ anche dei sandali”, per frequentare delle scuole in giro per il mondo, partendo dall’India, poi in America per “capire dov’era la felicità”. È proprio in India che viene battezzata col nome “Punam” ovvero”notte di luna piena”. Poi, con la nascita della sua bambina, che educa con la filosofia del buon umore e della felicità, con risultati sorprendenti, ha immediatamente la “vision” della sua vocazione. Il suo metodo incuriosisce le sue amiche, che iniziano a mandarle i propri figli, e pian piano si diffonde nelle scuole delle zone della Riviera Romagnola, in cui vive, fino ad arrivare in Sicilia.
Due anni fa questo progetto ebbe ottimi risultati in una scuola di Adrano, oggi la Livio Tempesta, è riuscita ad includerla nel Pon tra i sette moduli extra curriculari, grazie all’impegno del Dirigente Scolastico Tarcisio Maugeri, della Resp. della dispersione scolastica Prof.ssa Maria GraziaBonaccorsi, della Dott.ssa Gabriella Barrica, pedagogista, referente del progetto “l’aula del buon umore”, e della dott.ssa Agata Maugeri, psicologa, referente dell’Ufficio di Educazione alla Salute, dell’Asp 3 di Catania.

“Sono sempre attenta alle nuove metodologie educative- afferma la dott.ssa G. Barrica- ed un giorno partecipando al seminario tenuto da Punam, capii subito che il suo insegnamento, basato sull’educazione alle relazioni, era quello adatto per i ragazzini di un’ area disagiata come quella della L. Tempesta, perché ritengo che l’apprendimento passi sempre dai rapporti umani. Ogni scuola dovrebbe avere uno spazio- tempo, per dedicarsi al gioco ed al buon umore”.
Punam racconta non solo di essersi divertita con i ragazzi, ma di aver realizzato la sua “mission”, insegnare un nuovo modo per relazionarsi con gli altri e con se stessi. È riuscita a tirar fuori i loro talenti in “quattro mosse” e la prima è proprio la responsabilità.
Qualche ragazzino più introverso è riuscito ad aprirsi ed a integrarsi con i compagni, liberandosi dal fardello della timidezza e del giudizio altrui.
Qualcun’altra più esuberante ha capito dove veicolare le proprie energie ed il proprio talento.
Tra i progetti di Punam, c’è quello di realizzare un Musical per ogni Regione fatto dai ragazzini che vorranno cimentarsi in questa nuova esperienza, e poi un altro meritevole di attenzione , soprattutto dalle Istituzioni, quello di far sì che l’aula del buon umore, così come l’aula di informatica, o la palestra, possa far parte integrante del percorso didattico.
La cultura del buon umore è certamente anche un ottimo deterrente dei fenomeni più diffusi nelle scuole, come il bullismo, il vandalismo il razzismo, la dispersione, etc., educando alla positività, alla scoperta delle proprie potenzialità , della propria individualità e a distinguersi dal conformismo sempre più marcato tra i ragazzi.
Valeria Barbagallo






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