Mai come stavolta i ragazzi dell’Istituto Comprensivo Livio Tempesta, hanno partecipato attivamente al dibattito con il dott. Boris Behncke, vulcanologo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania
(INGV).

“Aspettando la prossima mossa dell’Etna ” è il titolo dell’incontro promosso dal Dirigente scolastico Dott.ssa Biagia Grassia insieme alla responsabile della dispersione scolastica, salute e cyberbullismo, prof.ssa Maria Grazia Bonaccorsi.
“Perché l’Etna erutta? Perché è sempre attiva?Quando si spegnerà?”- sono state alcune delle domande dei ragazzini, incuriositi dal “Gigante Buono”.
In maniera sobria e professionale Behncke è riuscito a spiegare tutte le attività del nostro Vulcano e cosa è riuscito a creare nel tempo, con le sue attività eruttive. Spesso in maniera errata l’Etna viene chiamata il “Cratere”, ma in realtà è formata da quattro crateri principali o Sommitali formatisi dal 1911 al 1971 ed altri 4 crateri minori “I Puttusiddi” formatisi dal 2011 al 2017.
L’attività vulcanica se da un lato è affascinante dall’altro ha sempre creato panico sopratutto nei centri abitati alle pendici dell’Etna, poiché sono i primi ad essere colpiti. Le eruzioni spesso hanno provocato terremoti per via della fuoriuscita del magma, soprattutto se questa è avvenuta attraverso nuove fessure eruttive , causando spostamenti e assestamenti del terreno.
Purtroppo la “Signora”, perché l’Etna è femmina, con i suoi surriscaldamenti ed esplosioni, è sempre stata nel ciclone mediatico e ciò ha fatto sì che alcune leggende , come la distruzione di Catania per ben sette volte , diventassero realtà nell’immaginario collettivo. Behncke fa riferimento alla famosa eruzione del 1669, che tutti notoriamente ricordano per la resistenza della fortezza catanese, il Castello Ursino. In verità su queste informazioni suggestive ci sono state molte speculazioni. A partire dai suggestivi quadri ritratti con “veduta a volo di uccello” ed incisioni su lastre di rame raffiguranti l’eruzione di quell’epoca e di quelle successive.
Behncke sostiene, con rigore scientifico che Catania non venne mai distrutta, bensì solo danneggiata da esplosioni dell’Etna e da terremoti.
E i terremoti? Dobbiamo temere davvero il Big One ?
Nell’ultimo anno i terremoti si sono raddoppiati, quasi 2.500. Ciò che conta sostiene Behncke, non è la magnitudo, ovvero la forza e l’energia liberata, registrata su scala Richter, n’è l’intensità del terremoto, ovvero l’effetto o il danno, registrato su scala Mercalli, bensì come si comporta il terreno, cioè l’accelerazione del suolo.
I terremoti non si possono prevedere,ma il cittadino ha il dovere di prevenire eventuali disastri. Come? Occorre rendere antisismiche le abitazioni, e questo privatamente può risultare troppo oneroso. Esistono dei fondi e degli sgravi per la messa in sicurezza delle abitazioni. Occorre che i cittadini ne facciano richiesta alle amministrazioni di competenza. Anzi sarebbe più opportuno fare rete, e far diventare la sicurezza privata una sicurezza pubblica.
E il Big One? Potremmo mai difenderci da questo terribile mostro?
Purtroppo – afferma Behncke- il Big One ci sarà, c’è stato e prima o poi si ripresenterà. Non si può ovviamente sapere quando, non si può capire ex ante come e quali potrebbero essere i danni dovuti agli spostamenti ed ai cedimenti del suolo ma noi dobbiamo fare il possibile per fortificare le nostre case e strutture.
Valeria Barbagallo






Lascia un commento