MEDUSA


Rubrica UN MARE DI PAROLE

A cura di Roberta Mezzabarba

MEDUSA

Tua sola colpa 

fu quella di aver celato il volto 

al grande Poseidone

dietro la tua splendida capigliatura.

Nascosta nella latebra del tempio 

a lei consacrato, Atena,

stretta nella mascolina armatura 

di cuoio e ferro,

era rósa dall’invidia.

Troppo bella ti vide 

e trasformò in un attimo

i boccoli in vipere velenose

e i denti in zanne.

Da quell’istante 

lo sguardo degli occhi tuoi, 

ridenti e fuggitivi prima, 

pietrificava tutto e tutti.

Salata rugiada piangevi 

nel cavernoso antro

mentre i singulti del petto tuo

rimbalzavano, fra le aspre pareti.

Un giorno un giovane,

di nome Hermes,

punta di falce, 

lucido scudo,

sui alati calzari

volò verso la tua sventura

e guidato dalla mano irosa di Atena

sfidò le vipere

e recise la tua vita, dal collo.

Medusa, 

il mito 

nella sfortuna e nel dolore.

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