Cresce la “fuga di cervelli” in Italia: emergenza critica in Sicilia


L’Italia è colpita sempre più da numerose emergenze: dalla crisi idrica all’economia e al lavoro. Sono proprio queste emergenze che fanno scappare giovani italiani volenterosi di nuove avventure, di un futuro sicuro e stabile a livello economico. La cosiddetta “fuga di cervelli” è l’emergenza che sta maggiormente crescendo in Italia, destando una preoccupazione generale molto grave.

Tale emergenza è stata notata dal gruppo Ipsos, multinazionale specializzata in ricerche di mercato comprendenti anche società e persone, per conto della Fondazione Raffaele Barletta. I dati preoccupanti derivano da un campione di giovani sotto i 30 anni, di cui il 35% degli intervistati ha espresso la sua volontà di lasciare l’Italia e andare alla ricerca di nuove avventure sia lavorative che economiche. Il rischio di tale emergenza è proprio quello di perdere tanti giovani, specialmente quelli con particolari abilità che potrebbero muoversi con più facilità nei mercati globali, andando a competere produttivamente con le altre nazioni. 

Perché i giovani vogliono andare altrove? Tra le risposte più comuni si trovano: salari più alti, migliori opportunità lavorative, desideri di scenari differenti, scarsa attrattività verso l’Italia, voglia di vivere in un paese con un diverso stile di vita e una diversa cultura, vivere in un paese con clima e paesaggi naturali diversi. 

Tra i giovani italiani che vogliono andare via, migliaia sono siciliani. In Sicilia, la ricerca di un lavoro è pari al 45%, mentre la percentuale dei disoccupati supera il 30%. Questi dati mostrano che, ogni anno, più di 50.000 giovani lasciano la loro isola per andare alla ricerca di un futuro migliore, vista la mancanza di opportunità lavorative e retribuzioni insufficienti. Tanti sussidi sono stati creati per aiutare la disoccupazione giovanile, tra questi anche la garanzia giovani che, tuttavia, non ha avuto tanto successo. Secondo tale sussidio, solo 5mila giovani avrebbero beneficiato delle misure previste, un dato molto insignificante vista la presenza di migliaia di giovani. “Si cerca di trovare un futuro migliore nella propria terra di origine”: è questo l’appello promosso dal presidente della Regione Schifani e dei sindacati regionali che vogliono coinvolgere il più possibile i giovani nella ricerca di nuove opportunità nella propria isola, grazie anche all’aiuto di stakeholder e associazioni giovanili.

Giulia Manciagli

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