Rubrica UN MARE DI PAROLE
a cura di Roberta Mezzabarba
SOPRAVVISSUT@
D’un tratto m’hai chiesto:
qual è stato il dolore più forte
ch’ho potuto sopportare.
Sono stat@ in silenzio, per un attimo:
alcuni dolori
non si possono spiegare a parole.
Dapprima ho pensato al dolore fisico,
ma il dolore più intenso,
quello, non ha lasciato cicatrici visibili.
Non sanguinava,
ma s’è conficcato nell’anima
e ha messo a tacere le mie risate.
Il dolore della perdita,
dell’addio inaspettato, senza ritorno,
di un amore che s’è spezzato,
d’un sogno sgretolato.
E sai la cosa più curiosa qual è?
È che sono sopravvissut@.
Il dolore m’ha trapassato,
m’ha strappato dentro,
ma non m’ha distrutto.
Alcuni dolori
non son fatti per esser dimenticati,
ma per essere trasformati.






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