Papa Leone XIV è il 267° Pontefice della Chiesa cattolica, eletto l’8 maggio 2025 dopo la scomparsa di Papa Francesco. Si tratta di un’elezione storica: Prevost, 69 anni, è il primo Papa nato negli Stati Uniti (originario di Chicago) e ha anche radici latinoamericane, avendo svolto una lunga missione pastorale in Perù. Religioso agostiniano, fu nominato vescovo da Francesco nel 2014 e creato cardinale nel 2023, distinguendosi per il suo approccio pastorale dialogante e attento alle periferie. Ha scelto il nome Leone XIV in onore di Leone XIII, il Papa dell’enciclica Rerum Novarum (1891) sulle questioni sociali, segnalando fin da subito una sensibilità per i temi della dottrina sociale della Chiesa. Di seguito esploriamo nel dettaglio il pensiero di Papa Leone XIV sul cambiamento climatico, il confronto con i suoi predecessori – in particolare Benedetto XVI e Francesco – e le reazioni suscitate nel mondo cattolico e ambientalista.
Dichiarazioni di Papa Leone XIV sul clima e l’ambiente
Sin dai suoi primi interventi pubblici da Pontefice, Leone XIV ha lasciato intendere di voler proseguire sul sentiero tracciato dal suo predecessore in materia ambientale. In realtà, già da cardinale Prevost aveva espresso posizioni chiare a favore di un’azione decisa contro la crisi ecologica. Lo scorso novembre, durante un convegno in Vaticano dedicato ai cambiamenti climatici, il futuro Papa sottolineò l’urgenza di passare “dalle parole ai fatti” nella lotta al riscaldamento globale. In quell’occasione aggiunse che la risposta alla sfida ambientale deve fondarsi sulla Dottrina sociale della Chiesa, avvertendo che il “dominio” dell’uomo sulla natura non deve mai diventare tirannico, ma piuttosto trasformarsi in un «rapporto di reciprocità» con il Creato. Prevost ha anche messo in guardia dalle conseguenze “dannose” di uno sviluppo tecnologico privo di etica, ribadendo l’impegno della Santa Sede per la tutela dell’ambiente e indicando l’importanza di adottare da subito soluzioni concrete – come l’installazione di pannelli solari e il passaggio a veicoli elettrici in Vaticano – per ridurre l’impatto ambientale. Secondo un rapporto indipendente circolato prima del Conclave, il nuovo Papa «si allinea strettamente alle priorità ambientali di Papa Francesco». La sua esperienza ventennale come missionario in Perù – Paese duramente colpito dai cambiamenti climatici e dall’ingiustizia ambientale – suggerisce inoltre una particolare sensibilità verso la prospettiva del Sud del mondo: Leone XIV porta con sé la voce delle comunità più vulnerabili, quelle “periferie” che spesso subiscono in modo accentuato gli effetti della crisi ecologica. Tutti questi elementi contribuiscono a delineare il profilo di un Pontefice determinato a raccogliere il testimone “verde” lasciato da Francesco.
Reazioni nel mondo cattolico, ambientalista e civile
L’approccio di Papa Leone XIV alle questioni ambientali ha suscitato cauto ottimismo sia negli ambienti ecclesiali che tra gli attivisti ecologisti. Organizzazioni cattoliche impegnate sul fronte sociale e climatico – come CAFOD (agenzia caritativa della Chiesa britannica) e il Movimento Laudato Si’ – hanno accolto positivamente le prime indicazioni emerse dal nuovo pontificato. «Ora più che mai, il mondo ha bisogno di una voce morale forte e ferma», ha scritto Christine Allen, direttrice di CAFOD, celebrando l’elezione di Leone XIV e la continuità con il magistero di Francesco. Allen ha ricordato che «Giovanni Paolo II, Benedetto e Francesco hanno tutti parlato con forza del cambiamento climatico e delle sue conseguenze», esprimendo la speranza di poter “continuare e rafforzare questo lavoro”insieme a Papa Leone XIV di fronte alle sfide odierne. Simili sentimenti di speranza sono stati manifestati da numerosi leader religiosi e missionari, che conoscevano Prevost per la sua esperienza in America Latina e la sua sensibilità verso i poveri: elementi che fanno ben sperare in una Chiesa ancora più attiva nella difesa del Creato.
Anche nel mondo ambientalista la scelta di un Papa in linea con Laudato Si’ è stata accolta con interesse. Molti osservatori si chiedono se il nuovo Pontefice americano avrà la determinazione di sfidare apertamente chi nega la crisi climatica o ostacola le politiche ecologiche. Ad esempio, alcuni commentatori notano la possibile “rotta di collisione” tra l’impegno climatico di Leone XIV e l’indirizzo dell’ex presidente USA Donald Trump, noto per il suo scetticismo verso l’emergenza ambientale. I primi segnali indicano che Papa Prevost non teme di far valere la propria autorità morale su questi temi: da cardinale non ha esitato a sostenere le politiche ambientaliste di Francesco e a ribadire i contenuti di Laudato Si’. Sul piano internazionale, la sua elezione è vista come un incoraggiamento per quanti auspicano un maggiore ruolo della Chiesa nella lotta alla crisi climatica. Non a caso, già si guarda ai prossimi appuntamenti globali – come la COP30 sul clima in programma in Brasile – domandandosi quale contributo potrà dare il nuovo Pontefice a favore di un accordo ambizioso tra le nazioni.
In definitiva, le reazioni all’avvento di Papa Leone XIVdelineano l’immagine di un leader spirituale chiamato a essere voce profetica in tema di ambiente. Dal cuore del mondo cattolico alle piazze dei movimenti ecologisti, in molti riconoscono nella continuità con Francesco un segnale di speranza: la Chiesa di Roma, con il suo nuovo Pastore, continuerà a farsi carico del grido della Terra e dei poveri, cercando di costruire ponti di dialogo e di azione per la nostra “casa comune”. Le sfide non mancano, ma le aspettative sono alte: il pontificato di Leone XIV potrebbe rappresentare un nuovo capitolo nell’impegno globale contro il cambiamento climatico, nel segno di quella ecologia integrale che unisce fede, ragione e responsabilità verso il creato.
Valeria Buremi






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