Quando si parla di qualità della vita, spesso si pensa a lavoro, salute, tempo libero e sicurezza. Ma cosa significa davvero “vivere bene”? Soprattutto tema importante per la donna e la sua posizione sociale in Italia. Negli ultimi decenni, la condizione femminile in Italia è cambiata molto. Le donne oggi studiano di più, lavorano, viaggiano, fanno carriera. Nonostante i progressi, restano ancora tante sfide da affrontare.
Tra le tante sfide, si deve far fronte al tasso di occupazione femminile, ancora ben lontano da quello maschile: secondo i dati ISTAT, solo poco più della metà delle donne tra i 20 e i 64 anni ha un lavoro. E molte di queste lavorano part-time, spesso non per scelta ma per mancanza di alternative.
Anche sul fronte della parità salariale, le donne guadagnano mediamente meno degli uomini. A questo si aggiunge il problema della conciliazione tra lavoro e vita privata, che ricade troppo spesso solo sulle spalle femminili, specialmente in famiglie con figli piccoli o persone anziane da accudire.
Volendo dare uno sguardo speciale alla Sicilia, la situazione si complica di più. La qualità della vita per le donne qui è legata a doppio filo con problemi strutturali come disoccupazione, carenza di servizi pubblici e disuguaglianze sociali. L’occupazione femminile è tra le più basse d’Italia, con molte donne costrette a scegliere tra famiglia e lavoro, spesso rinunciando a quest’ultimo.
La rete di asili nido e servizi per l’infanzia è ancora troppo debole in molte zone dell’isola, rendendo difficile per una madre tornare al lavoro dopo la maternità.
Un altro tema importante è la mobilità: in molte aree interne della Sicilia, muoversi è complicato, i trasporti pubblici sono carenti e anche raggiungere un ospedale può diventare un’impresa. Questo incide molto sulla salute e sul benessere generale.
E poi c’è la questione culturale. Sebbene le nuove generazioni siano sempre più aperte, in alcune realtà siciliane esiste ancora una mentalità piuttosto tradizionale, dove la donna viene vista prima come madre e moglie, e solo dopo come professionista o persona autonoma. Questo frena l’emancipazione femminile e limita le scelte individuali.
Nonostante tutto, tante donne in Sicilia non si arrendono e costruiscono, ogni giorno, una realtà diversa. Ci sono imprenditrici che puntano sul turismo sostenibile, giovani che aprono start-up, donne che si occupano di cultura, ambiente, sociale. La creatività femminile, in Sicilia, è una risorsa enorme, anche se a volte passa sotto silenzio.
Anche il movimento femminista e le associazioni locali stanno facendo un grande lavoro per sensibilizzare la popolazione su temi come la violenza di genere, il diritto al lavoro e alla salute, e per creare spazi di ascolto e supporto.
Giulia Manciagli






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