Aci Trezza: luogo di poesia e identità nella XXVI edizione del Premio di poesia “Aci Trezza, Terra dei Ciclopi”


Sabato 6 dicembre, presso Villa Fortuna, si è svolta la premiazione della XXVI edizione del Premio di poesia “Aci Trezza, Terra dei Ciclopi”. 

Il concorso, promosso dal Centro Studi Aci Trezza e svoltosi con il patrocinio del Comune di Aci Castello, rappresenta ormai una delle iniziative culturali più longeve – e attese – del piccolo borgo marinaro. Il premio, istituito negli anni ’90, precede addirittura la fondazione della stessa organizzazione promotrice, come ricordato in apertura della manifestazione dal presidente del CSA, Antonio Castorina. 

A guidare la manifestazione è stata Giulia Capuzzo, che ha accompagnato il pubblico attraverso le varie fasi dell’evento. Presente anche l’Amministrazione comunale nella figura di Antonio Guarnera, presidente della Commissione Culturale di Aci Castello, che ha ripercorso la storia del concorso: «quando fu realizzata la prima edizione di questo premio ci fu una partecipazione straordinaria, una partecipazione enorme».L’evento testimonia il valore culturale di un’iniziativa che ormai da molti anni continua a raccontare la profonda identità artistica di un paese come Aci Trezza. 

Quindici i partecipanti dell’edizione 2025 che si sono contesi i riconoscimenti all’interno delle diverse sezioni: il Concorso generale; il Premio Aci Trezza; il Premio Trinacria-Santo Trovato e il Premio speciale della critica, assegnato dal consiglio direttivo del Centro Studi Aci Trezza. I giurati per la competizione generale sono stati: Giuseppe Palumbo; Davide Aricò; Elena Bonaccorso; Maria Silvia Monterosso; Anna Reitano; Rosalda Schillaci; Giulia Sorbello. La giuria del premio Aci Trezza si è avvalsa di: Dino Finocchiaro; Giuseppe Buzzurro e Rita Foti. Per il Premio Trinacria-Santo Trovato il giurato è stato Alessio Patti.

All’interno del concorso generale, il primo posto è stato assegnato a Giuseppe La Spina con “Trizza”, seguito da Michele Napolano con “Mana ‘e piscatore”, che ha segnato una novità assoluta per il premio: la partecipazione di un testo in dialetto napoletano. Giuseppina Cuddè si aggiudica, invece, il terzo posto con il componimento “Il tempo”. 

Doppietta per il napoletano Michele Napolano, che riceve anche il Premio Aci Trezza, mentre il Premio Trinacria–Santo Trovato è andato a Jana Carcara con il suo emozionante “Svinturatu jornu”, dove racconta del dramma della tossicodipendenza. Il Premio speciale della critica è stato consegnato a Maria Tripoli con la sua poesia “L’odore del mare”.

Durante la cerimonia, la giurata Rita Foti ha sottolineato il valore identitario delle poesie dedicate al borgo: «le poesie fanno parte della nostra identità culturale, appartengono anche agli abitanti di questo luogo, all’anima di questo luogo. È un’anima legata molto spesso alla vita dei pescatori, al borgomarinaro, a questi volti segnati dalla fatica e dalle difficoltà che incontrano quotidianamente». Ha poi sottolineato che il premio è anche un atto d’amore e di riconoscimento verso Aci Trezza, un luogo consacrato dalla letteratura e dal cinema, reso immortale da figure come Giovanni Verga e Luchino Visconti, di cui «i nostri poeti di oggi raccolgono l’eredità».

Un legame con Aci Trezza che non è solo poetico e culturale, ma anche tangibile: infatti, i trofei consegnati ai vincitori sono stati realizzati da Giovanni Rodolico dello storico Cantiere Rodolico, punto di riferimento delle tradizioni di Trezza.

La XXVI edizione del Premio di poesia “Aci Trezza, Terra dei Ciclopi” conferma dunque la forza di un progetto culturale che resiste nel tempo e continua a rinnovarsi, mantenendo viva la vocazione poetica di un borgo che, tra mare, storie e leggende, conserva ancora oggi un immaginario unico e potente.

 

Nicoletta Scierri

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