Il cotone è tornato in Sicilia: dove si coltiva oggi e perché l’isola torna a puntare su questa fibra


Il cotone è tornato a essere coltivato in Sicilia. Dopo decenni di abbandono, questa fibra naturale rientra nel panorama agricolo dell’isola attraverso progetti mirati, superfici limitate e un approccio produttivo completamente diverso rispetto al passato. Non si tratta di un ritorno su larga scala, ma di una scelta strategica, legata alla sostenibilità, alla tracciabilità e alla crescente domanda di materie prime agricole di qualità.

Il rinnovato interesse per il cotone siciliano nasce dall’incontro tra condizioni climatiche favorevoli, nuove esigenze del mercato tessile e la necessità, per l’agricoltura regionale, di diversificare le colture.

Una coltura che in Sicilia non è una novità

La coltivazione del cotone in Sicilia ha una lunga storia. Introdotto in epoca araba, il cotone si diffuse rapidamente grazie al clima caldo e secco dell’isola, diventando nei secoli una risorsa agricola importante. Tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, migliaia di ettari erano destinati a questa coltura, soprattutto nelle zone pianeggianti e costiere.

Il declino arrivò nel secondo dopoguerra, quando la competizione con i mercati esteri e la diffusione delle fibre sintetiche resero il cotone siciliano sempre meno competitivo. Nel giro di pochi decenni, la coltivazione venne progressivamente abbandonata fino a scomparire quasi del tutto.

Dove si coltiva il cotone in Sicilia oggi

Oggi il cotone è tornato a essere coltivato in alcune aree specifiche dell’isola, spesso negli stessi territori che storicamente avevano ospitato questa produzione. Le principali zone interessate sono la provincia di Agrigento, la Piana di Gela e alcune aree dell’agro siracusano.

Si tratta di coltivazioni su scala ridotta, inserite in aziende agricole che puntano su modelli produttivi sostenibili e su rotazioni colturali. Il cotone non sostituisce le colture tradizionali, ma viene integrato come produzione complementare, in grado di valorizzare terreni e risorse locali.

Cotone biologico e sostenibilità ambientale

La vera differenza rispetto al passato è il modello agricolo. Il cotone che oggi viene coltivato in Sicilia è prevalentemente biologico, senza pesticidi chimici e con un uso controllato delle risorse idriche. Questo approccio risponde alle nuove esigenze del mercato e riduce l’impatto ambientale di una coltura che, a livello globale, è spesso associata a elevati consumi d’acqua.

In Sicilia, le condizioni climatiche permettono una coltivazione meno intensiva rispetto ad altri contesti, rendendo il cotone più sostenibile anche dal punto di vista ambientale. La scelta del biologico consente inoltre di accedere a segmenti di mercato più qualificati, dove l’origine della materia prima è un valore riconosciuto.

Una filiera corta che guarda al tessile

Il ritorno del cotone in Sicilia è legato anche alla costruzione di filiere corte e tracciabili, che collegano direttamente il campo al settore tessile. Alcuni progetti regionali stanno lavorando per garantire la trasformazione del cotone all’interno di circuiti controllati, riducendo passaggi intermedi e aumentando il valore per i produttori.

Il cotone siciliano viene oggi richiesto soprattutto da aziende del tessile attente alla sostenibilità e alla provenienza delle materie prime. In questo contesto, la produzione locale non compete sui volumi, ma sulla qualità e sulla trasparenza della filiera.

Perché il cotone torna a interessare l’agricoltura siciliana

Il ritorno del cotone in Sicilia risponde a esigenze molto concrete. Da un lato, il settore agricolo è chiamato a sperimentare nuove colture capaci di garantire redditività in un contesto climatico sempre più complesso. Dall’altro, il mercato internazionale spinge verso materiali naturali, tracciabili e prodotti in modo responsabile.

In questo scenario, il cotone rappresenta una coltura di nicchia ma strategica, in grado di offrire opportunità economiche soprattutto alle aziende agricole che puntano su innovazione e sostenibilità.

Una produzione limitata, ma con prospettive

Il cotone non tornerà a occupare le superfici di un tempo, ma il suo ritorno nei campi siciliani segna un cambio di prospettiva. La coltivazione non è più legata alla logica della quantità, ma a quella del valore.

Se supportato da ricerca, investimenti e politiche agricole mirate, il cotone può ritagliarsi uno spazio stabile nell’agricoltura siciliana contemporanea, contribuendo a rafforzare un modello produttivo più attento all’ambiente e alle esigenze del mercato.

 

Valeria Buremi

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