Il presepe vivente, allestito a Catania e provincia, accende ogni anno la magia del Natale e ci accompagna in un viaggio che intreccia storia e identità locale.
A dicembre le luci riempiono le strade delle città e si accende la magia del Natale. In questo scenario si inserisce una delle tradizioni più attese del periodo: il presepe vivente. Ogni anno le strade e i quartieri delle nostre città si trasformano e accolgono un tempo altro dal nostro, capace di trasportarci in luoghi sospesi.
Il presepe vivente in Sicilia intreccia la propria storia con la prima messa in scena della Natività realizzata da San Francesco d’Assisi a Greccio, vicino Rieti, nel 1223. La scena vivente, allestita in una grotta con una semplice mangiatoia, bue e asino, mirava a rendere concreto il mistero del Natale anche per i fedeli analfabeti. Da questa prima rappresentazione ne scaturisce una tradizione che si diffonde e si trasforma nel tempo.
Tale tradizione giunge anche nell’isola e si evolve localmente, arricchendosi di elementi che donano una connotazione unica a queste rappresentazioni. Non solo la mangiatoia che accoglie la Natività, ma anche mestieri e scene di vita di una Sicilia lontana nei secoli. La prima di queste moderne rappresentazioni raccoglie l’eredità di quella realizzata da San Francesco: allestita nella Grotta Mangiapane a Custonaci nel 1983, costituisce un perfetto ponte tra le sacre rappresentazioni medievali e le nuove scene moderne tese alla valorizzazione del substrato culturale locale.
Oggi la messa in scena di questi presepi viventi fornisce l’occasione per rimettere in luce alcuni antichi mestieri scomparsi nel tempo. Queste iniziative affondano le proprie radici nella profonda religiosità popolare che anima la tradizione siciliana, per svilupparsi nel tempo come forme espressive autonome, capaci di adattarsi ai luoghi e alle comunità in cui prendono piede.
Anche la provincia etnea accoglie tali manifestazioni, e anzi qui il presepe vivente si afferma prepotentemente come una tradizione sentita, capace di trasformare l’evento in un’occasione per valorizzare i propri territori. Numerose sono le iniziative, tra cui: il Presepe vivente di San Giovanni La Punta, a cura della parrocchia Maria SS. del Rosario e San Rocco, visitabile il 3 e 4 gennaio 2026; il Presepe vivente di Barriera del Bosco, organizzato dalla Parrocchia Santa Maria del Carmelo, aperto il 4 gennaio con ingresso a offerta libera; e il Presepe Vivente al Parco Oasi di Cosentini, organizzato dall’Associazione I Due Pini, visitabile con ingresso di 5 euro e gratuito per under 10 anni.
La caratteristica comune di questi presepi viventi è la capacità di ogni comunità di rileggere la Natività secondo la propria storia, dando vita a rappresentazioni che – seppur diverse – sono accomunate dal desiderio di raccontarsi e di tramandare una memoria condivisa.
L’attrattiva culturale e turistica di queste manifestazioni è il valore aggiunto: infatti, queste iniziative riescono a portare alla luce borghi e piccole realtà spesso poco conosciuti. Insieme a questo, emerge anche il valore più autentico, quello sociale. La realizzazione dei presepi viventi, infatti, è possibile grazie alla partecipazione attiva delle comunità locali. Le messe in scena diventano così un vero momento di aggregazione, capace di dare concretezza al senso più profondo del Natale: quello dello stare insieme.
Nicoletta Scierri






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