L’Aida di Verdi inaugura la Stagione 2026 al Teatro Massimo Bellini di Catania


L’Aida di Verdi, con la regia di Marco Vinco e la direzione d’orchestra di Fabrizio Maria Carminati, ha aperto la nuova Stagione lirica al Teatro Bellini.

 

Mercoledì 21 gennaio il sipario del Teatro Bellini di Catania si è aperto con l’Aida di Giuseppe Verdi, capolavoro del melodramma italiano, che torna sul palcoscenico della città etnea dopo ventiquattro anni, proprio in occasione dell’inaugurazione della Stagione lirica 2026.

 

L’opera in quattro atti su libretto di Antonio Ghislanzoni racconta l’amore impossibile tra la principessa etiope Aida, schiava in Egitto, e il guerriero egizio Radamès. Il loro sarà un amore contrastato: infatti Radamès, erede al trono egiziano, è promesso sposo alla figlia del faraone, Amneris. Il triangolo amoroso si intensifica ancor di più quando, durante una nuova guerra, viene fatto prigioniero Amonasro, padre di Aida e re d’Etiopia. Il dramma culmina con il tragico destino dei due amanti che scelgono di morire insieme nella tomba sotterranea.

 

L’opera di Verdi, che debuttò al Cairo nel 1871, riesce ancora a scuotere l’animo degli spettatori. La storia di Aida ci porta in un tempo lontano dove prende forma una tragedia universale, capace di sopravvivere nei secoli: un racconto in cui l’uomo si scontra con il dovere, con il potere e con le guerre. Ancora una volta all’arte è affidato il compito di parlare alla coscienza del nostro tempo, e lo fa attraverso uno dei fiori all’occhiello del nostro patrimonio culturale, quello del melodramma.

 

L’allestimento ha preso forma grazie al lavoro del direttore d’orchestra Fabrizio Maria Carminati, che dà vita alla partitura sonora, e il regista Marco Vinco, che ha debuttato al Teatro Massimo Bellini proprio con l’Aida. Un lavoro sapiente e minuzioso, capace di portare sul palcoscenico la complessità di un’opera come questa. In programma nove recite dal 21 al 29 gennaio, precedute dalle prove generali aperte che hanno accolto soprattutto giovani e studenti.

 

In questo allestimento Aida è interpretata da Oksana Dyka e Valentina Boi; Radamès da Jorge de León e Aleksandrs Antonenko; Amneris da Nino Surguladze e Irene Savignano. Amonasro, il padre di Aida, è interpretato da Franco Vassallo e Alberto Gazale (nelle recite del 21, 24, 27 e 28 gennaio). Ramfis è interpretato da Insung Sim e Simón Orfila; il Re da Romano Dal Zovo ed Emanuele Cordaro; il Messaggero da Ivan Tanushi e Alfonso Zambuto; la Sacerdotessa da Eva Corbetta ed Elena Borin.

 

Le scene e i costumi sono realizzati da Guido Buganza; le luci da Oscar Frosio; le coreografie di Filippo Stabile e Iliana Ciccarello. Il maestro del coro è Luigi Petrozziello. Assistente alla regia Fabiano Pietrosanti; assistente ai costumi Valentina Volpi e il direttore degli allestimenti scenici Arcangelo Mazza. In scena l’Orchestra, il Coro e i Tecnici del Teatro Massimo Bellini, insieme alla Compagnia Create Danza.

 

Con questa inaugurazione, il Teatro Bellini riafferma il proprio ruolo di presidio culturale della città, affidando al melodramma il compito di custodire la memoria e, allo stesso tempo, di dialogare con il presente.

 

Nicoletta Scierri

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