Catania applaude ancora “Agata la Santa fanciulla”


 

Oggi l’ultima replica dello spettacolo di Giovanni Anfuso che celebra la storia della Santa patrona e rilancia un messaggio di pace contro i conflitti del nostro tempo.

 

Ormai un classico delle festività agatine, lo spettacolo “Agata la Santa fanciulla” ha debuttato lo scorso 22 gennaio presso la chiesa di San Nicolò l’Arena tra gli applausi dei rappresentanti delle istituzioni cittadine, religiose e del pubblico. 

 

L’opera, scritta e diretta da Giovanni Anfuso, è stata presentata per la prima volta nel 2020 alla Badia, e negli anni successivi a San Nicolò. Lo spettacolo è prodotto da Buongiorno Sicilia e patrocinato dall’Assessorato al Turismo e Spettacolo della Regione, Fondazione Federico II, Comune di Catania, Comitato per i Festeggiamenti Agatini e Arcidiocesi e sponsorizzato da Eris Istruzione e Formazione.

 

La magia della macchina scenica ci riporta nella Catania del 1943: i militari britannici cercano per le strade della città il tesoro nascosto di Sant’Agata. In un momento di quiete all’interno di questo scenario di guerra, un flashback ci conduce alla storia della Santa fanciulla. Lo spazio di San Nicolò diventa così il palcoscenico di due diverse vicende che si intrecciano: quella del martirio della giovane Agata e il ritrovamento del tesoro nascosto durante il periodo del secondo conflitto mondiale. Attraverso questo espediente narrativo lo spettacolo prende forma.

 

Il racconto si arricchisce grazie all’uso scenografico che viene fatto dell’organo di Donato del Piano presente all’interno della chiesa, e di una jeep risalente alla seconda guerra mondiale, esposta grazie all’associazione Titani di Trinacria.

 

Il valore dell’opera di Giovanni Anfuso risiede nella capacità di parlare al nostro tempo: il suo è un messaggio che si rivolge ai conflitti che imperversano in ogni parte del mondo. E allora come adesso resta fondamentale non perdere il senso della pace.

 

Oltre la dimensione puramente artistica, emerge quella educativa del teatro attraverso l’organizzazione di matinée gratuiti agli studenti delle scuole medie. L’iniziativa è stata promossa dal direttore generale di Eris, Antonio Oliveri, il quale crede nel valore dell’esperienza teatrale, capace di aiutare i ragazzi a interpretare e comprendere meglio la realtà che li circonda.

 

Il cast si compone di venti persone in scena e una decina dietro le quinte. Gli interpreti: Barbara Gallo (Madre Mirella), Davide Sbrogiò (Quinziano), Ivan Giambirtone (Orazio Pennisi), Cecilia Mati Guzzardi (Agata), Santo Santonocito (San Pietro), Michele Carvello (James Lanciano), Rosaria Salvatico (Antonietta), Alberto Abbadessa (Melvin Konner), Elena Ragaglia (Afrodisia), Alex Caramma (Corifeo). Mentre il Coro si compone di: Flavia Bruno, Francesca Castro, Arianna Cunsolo, Rosa Lao, Riccardo Leone, Lucio Rapisarda, Francesco Rotatore, Rachele Ruffino, Gloria Trischitta.

La partitura scenica e musicale è stata curata da: Riccardo Cappello, Fia Distefano e Nello Toscano. Aiuto alla regia è di Marta Cirello e Lucia Rotondo, il light designer è David La Colla e il tecnico del suono Enzo Valenti. L’aiuto scenografo è Silvestro Ruggeri.

“Agata la Santa fanciulla” è uno spettacolo capace di unire memoria e attualità, restituendo al pubblico una riflessione profonda sul valore della pace, che potrà essere condivisa ancora una volta oggi in occasione dell’ultima replica serale alle ore 21 presso la chiesa di San Nicolò l’Arena.

 

Nicoletta Scierri

 

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