Il Carnevale di Acireale è da sempre uno degli appuntamenti più attesi dell’anno. I carri in cartapesta, le luci, la musica, le risate lungo il circuito del centro storico trasformano la città in un grande teatro a cielo aperto. Eppure, nel 2026, la decisione di programmare eventi anche il 21 e 22 febbraio, quindi in piena Quaresima, ha acceso un dibattito che va oltre la semplice organizzazione di una festa. Il Carnevale di Acireale non è solo spettacolo: è tradizione, memoria collettiva, identità. Per molti cittadini rappresenta un rito che si ripete da generazioni. Proprio per questo la scelta delle date ha fatto discutere.
Nel calendario liturgico, la Quaresima è iniziata il 18 febbraio 2026 con il Mercoledì delle Ceneri. Tradizionalmente, il Carnevale si conclude prima di quel giorno, lasciando spazio a un periodo più sobrio e riflessivo. Vedere carri allegorici e musica nei weekend successivi ha creato malumori in una parte della comunità, che ha interpretato la decisione come una rottura con il significato originario della festa. D’altra parte, bisogna guardare anche alla realtà dei fatti. Il Carnevale di Acireale oggi è un evento complesso, con mesi di preparazione, contratti firmati, investimenti importanti e un indotto economico che coinvolge artigiani, commercianti, ristoratori e strutture ricettive. Ridurre le date significherebbe ridimensionare un motore economico fondamentale per la città.
Le lamentele, però, non riguardano solo la religione. Alcuni cittadini temono che, spostando sempre più l’attenzione sull’aspetto turistico, si rischi di snaturare lo spirito autentico del Carnevale. La domanda che circola tra la gente è semplice ma profonda: stiamo difendendo una tradizione o la stiamo trasformando in un prodotto?
Forse la verità sta nel mezzo. Le tradizioni non sono immobili: cambiano con la società. Tuttavia, quando si tocca qualcosa che fa parte dell’identità collettiva, è normale che emergano sensibilità diverse. Il 21 e 22 febbraio 2026 non sono solo due date sul calendario: sono diventate il simbolo di un confronto tra passato e presente.
Il Carnevale di Acireale continuerà a far sorridere e a riempire le piazze. Ma il dibattito di quest’anno dimostra che, dietro i coriandoli e le maschere, c’è una comunità che riflette su cosa vuole diventare.
Giulia Manciagli






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