Da non credere: è più vecchia dei nostri bis nonni, forse persino più longeva di ogni altro elettrodomestico mai costruito, stiamo parlando della lampadina, la regina dell’elettricità, l’oggetto che più di ogni altro trasmette il senso di incredulità che si prova al cospetto dell’energia elettrica. In particolare qui ci riferiamo alle antenate delle lampadine, quelle che non sono cadute sotto la costante forza dell’usura e del tempo. Iscritta anche nel ‘guinness world record’ e detentrice del primato di immortalità è quella della Ohio Shelby Electric Company,antagonista della società di Edison ed in seguito assorbita dalla General Electrics, posta nel tetto della caserma dei pompieri 4555 di Livermore, città della California, dal nome appropriato, che viene però spesso ricordata per le industrie di super armi da guerra del futuro..!
Tutti si chiedono qual è il segreto della sua longevità e le risposte possono essere molteplici. Era il 1901 quando uscì dalla fabbrica ed iniziò la sua ininterrotta carriera; a quei tempi le lampadine erano prodotte interamente a mano, il bulbo era costituito da un vetro più spesso e resistente, montato con una precisione, paradossalmente, migliore rispetto ai giorni nostri, creando un perfetto effetto sottovuoto. Il filamento che produce l’incandescenza era, ed è, fatto in carbonio e non in tungsteno e per questo motivo la sua sezione possiede un diametro maggiore, paragonabile a quello di una matita. Altro fattore che ne ha allungato la vita è la ridotta potenza elettrica: appena 4 Watt, quindi il calore cui il filamento è soggetto non raggiunge le temperature che si riscontrano oggigiorno. Infine annoveriamo il fatto che la lampadina non ha subito forti sollecitazioni dal continuo uso dell’interruttore perché è rimasta in funzione dal giorno in cui è stata montata. Soltanto per 22 lunghissimi minuti il circuito vitale è stato interrotto durante una ristrutturazione dell’edificio. L’elettricista, sicuramente emozionato, ha scollegato il filo ancora avvolto in antico tessuto di tela e lo ha alzato di alcuni centimetri rispetto alla posizione iniziale. Inutile dire che, una volta riallacciata, la lampadina ha ripreso il suo normale servizio. Martoriata nei decenni da palline in lattice lanciate forse per spirito di goliardia o forse per una celata invidia, la Shelby è divenuta ormai una beniamina del popolo americano. A nessuno è permesso toccarla, spolverarla e, tra non molto, guardarla. Le è stato dedicato anche un sito internet, http://www.centennialbulg.org , dove è possibile seguirne la storia e guardarla da una webcam con immagini aggiornate ogni 10 secondi, curiosità che vi invitiamo a soddisfare almeno una volta.
La regina di Livermore non è l’unica pretendente al titolo. A volerle soffiare il trono c’è una sua vicina di casa, la texana che, riposta nel museo di Stockyards, ha appena raggiunto i cento anni di vita. Nel Regno Unito ne troviamo una ultrasettantenne che ha resistito pure ad un trasloco dal Sussex all’isola di Wight nella Manica; l’ormai defunto signor Richardson la lasciò in eredità alla moglie Mo, che all’età di sessant’anni pensa già a tramandarla ai propri figli come un cimelio, anzi come il ricordo più vivo del suo caro marito. SI stima abbia funzionato per circa 600mila ore, una eternità se paragonata alle 1000 ore di durata media delle ormai obsolete lampadine ad incandescenza, ed alle 10000 ore delle lampadine a risparmio energetico moderne.
Udite udite: ultima ma, forse, non ultima, la lampadina ritrovata a Fiume, prodotta nel 1885; 126 anni di lavoro, o magari qualcuno in meno, passati a rischiarare gli ambienti di un cinema della città e portata ora come pezzo pregiato alla mostra per i “125 anni dell’energia elettrica a Fiume”. Se gli esperti ne valuteranno l’originalità, la città croata tanto cara agli italiani, potrà vantarsi di avere la lampadina più longeva della storia dell’energia elettrica.
Paolo Licciardello






in casa ho un lampadario con lampadine pintsch 220 volt in funzione… anno 1889
ho anche una pintsch forse anno 1883