Grecia: al via la costruzione di un Muro-fossato anticlandestini


Il 2011 appare come un anno molto difficile per la Grecia: oltre a dover affrontare le numerose vicissitudini economiche e i disordini conseguenti, il governo greco si ritrova a dover fare i conti anche con la costante emergenza immigrazione.

 

Il governo del primo ministro Papandreou ha deciso di intervenire duramente per cercare di porre un freno al flusso di immigranti che varcano costantemente il confine tra Turchia e Grecia per giungere in Europa.

Fonti ufficiale greche hanno stimato che solo nel2010 inGrecia sono approdati circa 128mila immigrati clandestini, e negli ultimi quattro anni sarebbero state addirittura 512 mila le persone a varcare illegalmente i confini greci.  La maggior parte dei migranti è di origine asiatica ed africana e, è bene ricordarlo, non sempre si tratta di immigrati illegali: spesso, infatti, sono rifugiati che scappano dalle guerre che falcidiano i loro Paesi.

 

Il confine lungo il quale il governo greco ha deciso di intervenire è quello del fiume Evros: lungo circa200 km, risulta difficilmente controllabile in toto, ed è considerato un «punto debole» sui confini della repubblica ellenica. Allo stesso tempo è anche l’ultima porta d’ingresso per l’Unione Europea, oltre che teatro di tragedie: molte persone hanno perso la vita nel tentativo di attraversare le acque limacciose dell’Evros.

 

A stupire sono le misure che lo stato ellenico ha deciso di porre in atto per chiudere, di fatto, il confine con la Turchia: il ministero greco per la Protezione del cittadino ha, infatti, annunciato la costruzione di un fossato lungo120 chilometri, largo30 metrie profondo sette, circondato da una barriera di filo spinato.

 

Come se non bastasse, suscita clamore la notizia che l’opera in questione sarà co-finanziata dal Fondo europeo per le frontiere esterne: si ricorda, infatti, lo scetticismo esposto dall’Europa e dell’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati, l’UNHCR, che si era espresso contrariamente già sulla proposta, avanzata nello scorso Gennaio, per la costruzione di un muro di confine (che ricordava molto da vicino il ben noto muro di Berlino, e questo proprio a 50 anni dall’inizio della sua costruzione), perché la “pratica dei respingimenti risulta sbagliata” in qualsiasi situazione, soprattutto se svolta in modo generalizzato, senza i dovuti riscontri su chi dovrebbe invece legittimamente godere dello status di rifugiato ed essere, quindi, accolto.

 

Se, fino ad oggi, la realizzazione del fossato era stata progettata quasi in silenzio, dando alla notizia della sua creazione un carattere del tutto inaspettato, si deve alla decisione del governo ellenico di considerare tale iniziativa come un’operazione militare, per tanto, coperta da segreto.

 

 

Aurora Circià

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