Ci piace immaginare che questa brillante idea sia balzata in mente ad un ricercatore seduto su una comoda poltrona di un bar con vista sul mare sudamericano dai riflessi dorati, mentre sorseggia un cocktail rinfrescante e sgranocchia qualche croccante nocciolina. Egli, forse, grazie all’ombra del suo largo cappello di paglia o aiutato dal lento e cadenzato infrangersi delle onde, riflette e contempla il grosso seme arcuato che tiene tra l’indice ed il pollice come fosse la singolarità da cui tutto ha inizio ed in cui tutto confluisce! Lo scienziato in vacanza si ritrova d’un tratto a vagare con l’immaginazione: gli appaiono d’avanti uomini bruni in canottiera che, con movimenti veloci, decisi, delicati e ripetuti, raccolgono degli involucri vegetali colorati con quelle sfumature del rosso, del giallo e del viola che solo i frutti sudamericani posseggono, simili, per certi versi, ai chicchi di caffè. O, forse, è la sua fantasia che li sta ricordando così …!
Gli anacardi, originari dell’Amazzonia, sono stati poi introdotti dai portoghesi, durante il periodo coloniale, in India e soprattutto in Africa dove vengono tuttora prodotti in abbondanza. L’uso che si vuole fare di questa nocciolina non è volto alla produzione di biocombustibili, perché l’attività di ricerca si è concentrata sulla creazione di resine ecologiche dalle caratteristiche molto utili in diversi settori industriali. Le bioresine ExaPhen®, brevettate dalla italiana CimtecLab S.p.A., hanno vinto il Premio Innovazione Amica dell’ambiente assegnato nel 2010 dalla Lega Ambiente. Si tratta di un altro esempio di innovazione ecosostenibile proveniente dal sud Italia: la società leccese, appunto, ha ottenuto, distillando il liquido ricavato dal guscio della noce dell’ Anacardium occidentale, un fluido dal quale si estrae il cardanolo, una sostanza utilizzata come base per la sintesi di più strutture destinate alla produzione di svariati oggetti. CNSL, ovvero cashew nut shell liquid, è la sigla internazionale che contraddistingue l’olio alchifenolico, il quale costituisce il 25% del peso complessivo dell’anacardo. Se pensiamo che al netto una nocciolina ha un peso di 6 grammi, è consequenziale comprendere la convenienza che deriva dall’uso di una tale mistura. Il cardanolo distillato possiede proprietà del tutto paragonabili a quelle dei derivati del petrolio ma è sprovvisto di tutti i loro attributi tossici. I pionieri della CimtecLab hanno creato dei polimeri performanti e molto economici, visto che, in realtà, per la produzione viene sfruttato solo lo scarto, cioè i gusci, lasciando la parte commestibile al mercato agroalimentare. La questione assume maggiore rilevanza se si ragiona sul fatto che il CNSL è un prodotto nocivo dell’industria della noccioline e che ogni anno un milione di tonnellate d’olio inquinante vengono smaltite con apposite lavorazioni. Le proprietà tecniche più rilevanti dei derivati del cardanolo sono l’elevata resistenza all’umidità e all’aggressione di agenti chimici; con tali caratteristiche vengono spesso usati nell’edilizia e nella meccanica trasformati in laminati, pannelli, schiume poliuretaniche ad alta flessibilità, e sono stati pure introdotti come imbottiture speciali per materassi e soprattutto come isolamento termico delle costruzioni edili. La parola d’ordine sembra essere quindi: sempre meno impatto ambientale e sempre più efficienza.
Paolo Licciardello






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