Settimana della moda Parigina : Spring / Summer 2012


“Big Four ” , tappa prima :  Mode à Paris ( Fédération Française de la Couture du Prêt-à-Porter des Couturiers and Créateurs de Mode ) . Si è conclusa la settimana della moda parigina, tre giorni full immersion nel magnifico mondo dorato dell’alta moda. Ha aperto la settimana la sfilata di  Versace seguita da Christian Dior, Giambattista Valli, Giorgio Armani Privé, Givenchy, Jean Paul Gaultier e Valentino.

Dopo anni di assenza di Versace da Parigi, finalmente una delle maison che ci rende onore di essere italiani torna ad impadronirsi della kermesse. Dopo un’esperienza mordi e fuggi, presso il brand low cost H&M , la grande Donatella Versace torna a guardare con testa alta all’alta moda. La sua collezione caratterizzata da modelli moderni, lussuosi , colorati e arricchiti con inserti metallici , sensuali bustier  destinati ad una donna sicura di se . Per Donatella era questo il tempo adatto per tornare all’appuntamento parigino con la haute couture: ”quando tutto sembra difficile, e’ il momento giusto per rappresentare l’Italia che deve affermare il valore delle sue creazioni, in tutti i settori ( … ) la liberta’ creativa, la sperimentazione, la conservazione di una cultura artigianale preziosa che va tramandata” . Platea in visibilio per questa amazzone contemporanea nei colori acidi, il cui corpo è omaggiato dalle sue forme stesse sapientemente delineate geometricamente che sfila sulle note di Maria Callas . Questa sfilata è stata sicuramente un grande omaggio dichiarato all’estro del fratello Gianni.

Aspre critiche per il guru Jean Paul Gaultier che ha avuto ispirazione grazie ad Amy Winehouse . In passerella 47 “figurine glamour” della cantante scomparsa recentemente. Capelli cotonati, trucco pesante, gonne assez long , camicia legata sui fianchi e le canzoni della cantautrice britannica esponente del soul bianco, come note che accompagnavano le passeggiate delle modelle. Lo stilista lo definisce un omaggio ad una grande protagonista della musica . Nel parterre Catherine Deneuve e Dita Von Teese, che apprezzano l’omaggio, così come la cantante Beth Ditto, che ricorda la professionalità della collega scomparsa.”Amy faceva tutto alla perfezione, dall’esecuzione in poi” dice. Ira invece dal fronte familiare dei Winehouse, che non hanno apprezzato l’idea e hanno definito il tributo come “di pessimo gusto” e le immagini della sfilata uno “shock totale”, per chi ancora non ha metabolizzato il lutto. Il padre della cantante Mitch accusa Gaultier di aver sfruttato l’immagine della figlia morta per fare soldi. Purtroppo non c’è da stupirsi Amy era non solo un’artista molto brava ma anche un’icona di stile e quindi inevitabilmente una fonte di ispirazione ed emulazione, soprattutto in un momento in cui “l’idea, l’originalità e la creatività” potrebbero sembrare leggermente assopite.

Chanel è onirico. Ogni volta, ogni sfilata. Dopo il paesaggio glaciale dell’ultima sfilata il buon Karl Lagerfeld cambia il suo set life in un aereo immaginario, evidente simbolo del mondo moderno, della donna in viaggio, forse azzarderei dire della quotidianità . I suoi abiti infatti non hanno eccessivi orpelli, sono estremamente facili da portare e le cromature sono “sobrie”  .Pensare che  per l’haute couture di Chanel Karl Lagerfeld abbia fatto ricostruire l’interno di una cabina nello storico Grand Palais con tanto di sedili da passeggero – di lusso- al posto delle sedie e modelle-hostess che sfilano nel corridoio coperto di moquette blu, colore dominate dell’intera collezione declinato in ogni sua sfumatura, dal carta da zucchero, al blu grigiastro dei cieli nuvolosi a quello cupo della notte, riesce ad ammaliare , stupire e far parlare positivamente di ogni sua sfumatura creativa, anche quella scenografica. L’idea da lui proposta è quella della cultura da giorno. È come se Karl Lagerfeld volesse evidenziare l’importanza dei tempi passati quando l’abito “buono” era quello cucito e tagliato su misura, quello che si poteva avere esclusivamente nelle sartorie e non nei negozi di abiti prodotti industrialmente e in grande numero, una sorta di “rieducazione del buon vestito”.

” votre ame est un paysage choisi ” , e l’anima di Parigi , durante la settimana della moda ( e non solo ) lascia tutti senza fiato. Appuntamento alla prossima tappa della Big Four della Moda.

Alessia Aleo

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