Intervista a Myriam Fecchi, conduttrice Radio Tv RTL 102.5.


Myriam, parlaci della tua passione per la radio e delle tappe che ti hanno portato a lavorare in questo mondo.

<<La passione per la radio nasce per gioco. Io sono figlia della generazione delle prime radio private in Italia e a Roma, vicino casa mia, c era una piccola radio privata, realizzata ancora con i cartoni delle uova che fungevano da insonorizzatore. Avevo circa 15-16 anni e si poteva richiedere il brano da ascoltare, quei pochi dischi che c’ erano andavano a ruba e costavano molto. Da lì nasce tutto. Prima era solo un semplice gioco da adolescente. Ho iniziato come tecnico radiofonico, sostituivo un ragazzo; mi sono data molto da fare fino a quando ho avuto l’ opportunità di “andare in voce” e così è iniziato il mio lavoro. Non c’ erano ancora le raccomandazioni, la voce premiava e mi capitò di fare un provino per  Radio RAI, la stereofonia della RAI in FM, a cui non credevo; fortunatamente mi arrivò quella telefonata tanto attesa e cominciai a fare radio. Radio RAI fu una bella scuola che mi portò grandi soddisfazioni.>>

Le differenze tra il vecchio modo di comunicare e le nuove tecnologie oggi incidono sulla radio? Mezzi come i social network sono il futuro della notizia?

<<Ritengo che oggi la radio si può fare anche da casa. Lo studio serve per la diretta, ma se volessi potrei fare il programma da casa; si arriverà al punto di poter girare in macchina interagendo e facendo radio attraverso il cellulare o i tablet; in America già lo fanno. Questo credo sia un po’ il futuro. Twitter, facebook incidono e sono già diventati il nuovo volto della comunicazione. La notizia del terremoto a Milano c è arrivata grazie all’informazione degli ascoltatori che si trovavano sul posto e stavano vivendo in prima persona le scosse. Sicuramente mi devo accertare della veridicità delle notizie prima di darle per vere; questo lo posso fare chiamando più persone che mandano lo stesso messaggio: a quel punto non aspetto l’ ufficializzazione dell’ agenzia ma mando al notizia come vera>>.

In questo modo chiunque può fare notizia. Servono delle regole?

<<Il mondo si sta aprendo sempre più, ognuno di noi vuole comunicare e dare il suo punto di vista. La regolamentazione ci deve essere, già ce l’abbiamo. Non so che futuro ci attende sotto questo punto di vista. Gli altri paesi sono più veloci. Ormai si fanno programmi basati su quello che ci raccontano i radioascoltatori e i telespettatori, oggi i protagonisti sono loro; vedi gli stessi programmi dove c sono gli opinionisti. Il varietà non funziona più, le persone cercano la verità della notizia. Dare delle direttive ci vuole per capire se le notizie siano false però è facile scoprirle>>.

Cosa ti senti di dire ai giovani che vogliono intraprendere la carriera della radio??

<<Fatelo! Prendete e usate quelle che oggi sono le nuove tecnologie e i nuovi mezzi di comunicazione. La possibilità di fare radio oggi non è così difficile, qual è la formula giusta? Avere una voce, non dico radiofonica..però sicuramente preparazione, un minimo di dizione ed il sapere. Siamo stanchi di sentire il conduttore parlare solo di una cosa. Ci annoia. Vogliamo sentire dall’ altra parte che chi sta parlando ha studiato quell’argomento ed è informato sui fatti; che quando usa le parole lo fa in modo corretto. Imparare a fare la radio che non è facile, ma al momento di fare i provini saranno pronti a scegliervi. Sono del parere che è possibile fare tutto, basta crederci. Finché ho la possibilità di stare in salute continuo per questa strada. Il dramma è il carattere e le nostre svariate debolezze che ci bloccano. Il limite ce lo da il nostro essere, cioè come siamo, le nostre paure, la pigrizia. Bisogna mettere da parte le cose che ci frenano….sappiate che anche io ho le mie lacune!>>.

 

Giuliana Ventura.

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