Il volto cancellato ed ucciso


Fakhra Younas era una giovane e bellissima ragazza pakistana dai profondi occhi blu, sfregiata in viso con l’acido dal marito perchè aveva osato chiedere il divorzio, dopo anni di violenze ed umiliazioni.

Fuggita dal suo paese, si era rifugiata in Italia, dove ha subito 39 interventi di chirurgia plastica nel tentativo di ridare a questa coraggiosa giovane donna una normalità, ormai distrutta da quel folle gesto. Il marito, figlio di un’importante uomo politico pakistano, è stato condannato a soli 6 mesi di carcere.

Con il suo gesto Fakhra è subito diventata un’icona e una paladina per l’emarginazione delle donne nel mondo islamico. Nel 2005 il suo libro “Il volto cancellato”attira molti lettori e viene tradotto in varie lingue. Ma ciò non bastava a ritrovare la serenità.

Tentò il suicidio per ben 3 volte, ingerendo un mix di farmaci ed alcol, ma venne sempre salvata in exstremis, tranne lo scorso sabato. Fakhra non ha retto al dolore di quel volto cancellato per sempre e si è tolta la vita, lanciandosi dal balcone al sesto piano di una palazzina alla periferia di Roma.

Quella di Fakha è la storia di tante donne, figlie, o mogli, che si ribellano alle violenze e alle umiliazioni che ogni giorno devono subire da padri padrone o mariti troppo gelosi, e che spesso subiscono conseguenze estreme. Come il caso di Sanaa la 18enne marocchina accoltellata alla gola dal padre, perchè innamorata di un italiano con cui aveva deciso da andare a vivere, o Hina, uccisa e sepolta nell’orto di casa dal padre perchè aveva rifiutato un matrimonio combinato. Nel mondo, e in Europa sono in aumento,  non si stimano gli abusi che queste inerme donne devono subire da uomini spinti spesso da un’interpretazione estrema della legge islamica. Trovare un punto d’incontro tra culture e stili di vita diversi è un cammino molto arduo, che si deve intraprendere per garantire a tutte le donne pari opportunità e stessi diritti.

Maria Chiara Coco

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