In esposizione al Victoria and Albert Museum di Londra “Hollywood Costume”


“Hollywood Costume” è la mostra ospitata quest’autunno presso il Victoria and Albert Museum di Londra. L’esposizione è il frutto di cinque intensi anni di lavoro e si propone di sottolineare come i costumi non siano solo ornamentali o come più spesso si è indotti erroneamente a pensare parti secondarie nella realizzazione di un film, bensì possono essere delle vere e proprie chiavi di lettura. Per questa occasione sono stati riuniti ben 100 costumi dei film icona nella storia cinematografica, basti pensare a Vivien Leigh in “Via Col Vento” o Meyln Streep in “The Iron Lady”.

La mostra è articolata in tre parti: Act 1, decostruzione, ci mette nei panni del costumista e illumina il processo di progettazione di un carattere da script per schermo, Act 2, il dialogo, esamina il ruolo chiave collaborativa del costume progettista all’interno del team creativo, Act 3, Finale, celebra i personaggi più amati nella storia di Hollywood e del ‘grande schermo’.

Queste gallerie sono piene di costumi cinematografici che non avevano mai lasciato prima d’ora le collezioni private e l’archiviazione in California. La maggior parte di questi abiti non sono mai stati resi pubblici. Un grande evento curato da:  Guest Curator senior – Prof. Deborah Nadoolman Landis e  dal Professor Sir Christopher Frayling inoltre dall’ Assistente Curatore (V & A) – Keith Lodwick (formatosi come scenografo e costumista presso la Central School of Speech and Drama di Londra e ha progettato più di 30 produzioni teatrali tra cui il pluripremiato ‘La camera di sangue’ di Angela Carter, che ha anche adattato per il palcoscenico. Il suo lavoro di progettazione teatrale è stato esposto in ‘Time & Space’ [Royal College of Art 1999]).

Come è possibile leggere su http://www.vam.ac.uk/content/exhibitions/exhibition-hollywood-costume/ «I film sono di persone. Sono le persone, i personaggi delle storie, che detengono la nostra attenzione e che sono di fascino senza fine per il pubblico. Le persone sono il nucleo emotivo di ogni film ed è la loro storia che ci muove. La costumista deve sapere ‘chi’ è un personaggio prima di poter progettare il proprio costume. Non importa l’epoca che si svolge la storia, il pubblico viene chiesto di credere che le persone nel film sono reali e che hanno avuto una vita prima dell’inizio del film. Ci uniamo il nostro cast di personaggi in un momento della loro vita. Tutto su di loro deve risuonare vero, compresi i loro vestiti.» Qualunque sia il genere, il processo creativo del designer inizia con la ricerca. Questo è esplorato nei particolari casi di studio in ‘Fight Club’ (Costumista Michael Kaplan, 1999) e ‘I predatori dell’arca perduta’ (Costumista Deborah Nadoolman, 1981) e si conclude con una dissezione del designer Alexandra Byrne ‘Elizabeth: The Golden Age ‘(2007) accompagnata da una corte reale anche Bette Davis come’ The Virgin Queen ‘(Charles Lemaire, Mary Wills, 1955),’ Marie Antoinette ‘(1938, Costumista Adrian),’ Marie Antoinette ‘(2006, Costumista Milena Canonero), ‘Dangerous Liaisons “(1988, costumista James Acheson),’ Shakespeare in Love ‘(1998, la costumista Sandy Powell). Inevitabile la celebrazione di eroi di Hollywood,  che siano essi cattivi o femme fatale. Si può osservare:  Mademoiselle Amy Jolly (Marlene Dietrich) in ‘Marocco’ (1930, Costumista Travis Banton), Sugar Kane Kowalczyk (Marilyn Monroe) in ‘A qualcuno piace caldo’ (1959, Costumista Orry-Kelly), Holly Golightly ( Audrey Hepburn) in ‘Colazione da Tiffany’ (1961, Costumista Hubert de Givenchy), Fanny Brice (Barbra Streisand) in ‘Funny Girl’ (1968, Costumista Irene Sharaff), Roxie Hart (Renée Zellweger), in ‘Chicago’ ( 2002, costumista Colleen Atwood), a Cecilia Tallis (Keira Knightly) ‘Espiazione’ (2007, Costumista Jacqueline Durran) si vedrà a fianco di un gruppo dinamico di azione, fantasy, sci-fi e supereroi tra cui ‘Matrix’ (1999 , Kym Barrett), ‘Harry Potter’ (2001, Judianna Makovsky), ‘Twilight: New Moon’ (2009, Tish Monaghan) e ‘Spider-man’ (2002, James Acheson)

I costumi sono un canale attraverso il quale si trasforma il carattere dalla scritta per riuscire ad osservare le differenti sfumature personali. La costumista dà i vestiti all’attore e nel farlo diventa sua confidente forse anche un pò psicologa per riuscire a pieno nel suo intento, l’attore dà il carattere al personaggio e il regista racconta la storia.

«In ogni film, i vestiti sono la metà della battaglia nella creazione del personaggio. Ho una grande quantità di opinioni su come essi siano presentabili. Mostriamo molto da quello che abbiamo indosso sul nostro corpo.»  Meryl Streep

Alessia Aleo

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