Catania: disagi universitari ai Corsi di Laurea in Lingue


Parlare di istruzione oggi è come voler entrare nell’occhio del ciclone, diventare parte di esso e cominciare a “squassare” ciò che intorno si può presentare. Enumerare i disagi dei giovani studenti sicuramente non è la soluzione, ma può essere l’incipit per la “rivoluzione”: sottovalutare la forza costruttrice – distruttrice degli studenti porta sempre degli effetti pseudo collaterali.
Numerosi studenti dei Corsi di Laurea in Lingue presso l’ateneo di Catania ci hanno contattato per segnalare i loro “problemi”. E’ ben noto che gli studenti dell’Università di Catania, spesso, si ritrovino a vivere delle situazioni sconvenienti, al limite della tragi-commedia, protagonisti di episodi banalmente comuni e di routine entrati, ormai, a far parte del curriculum vitae accademico di ogni studente.
Dalle numerose e mail che ci sono arrivate con maggiore frequenza si è potuto rilevare che i disagi più consueti vissuti dagli studenti sono:
• Il vivere all’interno di una facoltà desueta, “fantasma” a detta degli stessi studenti. Infatti dopo la cosiddetta “logica dei tagli” (voluta dalla riforma Gelmini – Tremonti) la possibilità di trovare docenti e personale didattico diventa una vera e propria “mission impossible”.
• I numerosi disservizi o, meglio ancora, la quasi totale assenza di servizi nonostante l’aumento delle tasse universitarie (50 euro in più rispetto all’anno passato).
• Il cambio del punteggio di valutazione finale della tesi, passato da un massimo di 11 punti a 5, nonostante gli studenti continuino a fare una tesi in tre lingue.
• Il cambio di punteggio di valutazione finale della tesi che crea delle discrepanze di merito incolmabili con “i laureati di ieri e quelli di oggi”.
• L’esiguo numero di appelli (soltanto tre durante l’anno accademico per gli esami scritti).
• Le date di appello dei vari insegnamenti spesso si sovrappongono l’una con l’altra penalizzando palesemente l’iter degli studenti.
• L’estromissione involontaria degli studenti-lavoratori sia dalle informazioni relative al corso di studio delle lezioni che dai materiali forniti dai docenti, di norma fruibili a tutti, per via della mancanza della “base di appoggio” attuale, l’assenza di punti di riferimento e la chiusura del sito internet.
• Le classi piene sono un deterrente persino per la concentrazione: pessima acustica e studenti seduti a prendere appunti sulle scale.
• Il cambio continuo dei professori di lingue che aumenta il livello di difficoltà degli esami da sostenere per via di una mancanza di continuità di metodo e di programmi didattici.
Nessuna momentanea soluzione, si assiste solo all’aumento continuo e costante delle problematiche e delle domande senza risposta alcuna. Il ciclone sembra destinato a non placarsi facilmente: la marcia intrapresa dagli studenti di Lingue sarà costante e votata all’abbattimento delle barriere speculative costruite nel corso degli anni e al voler fortificare quelle che ormai sono malferme basi strutturali sia a livello organizzativo che a livello intellettuale.

Per ulteriori segnalazioni contattateci al nostro indirizzo e mail: redazione.acicastelloinforma@gmail.com

Alessia Aleo

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Un pensiero riguardo “Catania: disagi universitari ai Corsi di Laurea in Lingue

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  1. Email giunta presso il nostro indirizzo redazione.acicastelloinforma@gmail.com , leggiamo e pubblichiamo:

    ” Gent. Redazione,
    Ho letto l’articolo sul sito Acicastello informa e l’ho trovato molto interessante, per questo ho deciso di segnalarvi un ulteriore punto a sfavore degli studenti di Lingue.
    Io sono una studentessa di Scienze per la Comunicazione Internazionale, ex corso della ex facoltà di lingue, e una delle cose più penose che mi sia accaduta in questi 4 anni di studio si è manifestata alla fine, al momento di dover scegliere un relatore per la mia tesi di laurea triennale.
    Dopo aver mandato decine di e-mail e aver consultato un paio di professori di persona, mi si è delineata una situazione al limite dei miei diritti di studente, NESSUNO E DICO NESSUNO mi ha dato disponibilità per luglio 2013, e ho iniziato a chiedere quando mi mancavano 6 materie alla fine, cioè ad ottobre 2012.
    Ho anche chiesto a vari professori della facoltà di lettere, dato che ora siamo unificati nel dipartimento di scienze umanistiche, credevo di poter trarre almeno questo vantaggio da questa triste situazione. Ma ovviamente mi sbagliavo perché o mi hanno ignorata o mi hanno esplicitamente risposto che avrei dovuto essere loro “alunna” per richiedere la tesi.
    Come me, ci sono tantissimi altri studenti che si vedono negata la possibilità di concludere in tempo il percorso di studio.
    Detto questo vi informo che ho dovuto slittare la laurea a novembre 2013, con sole 4 materie da dare in un anno, in appelli fatiscenti, con prof. che non conosco e soprattutto nessuno sapeva che ci fossero stati cambi nella cattedra di quella materia, e per giunta il mio relatore abita a Milano e so già che non potrà seguirmi come avrei voluto durante la stesura della tesi finale. ( perché licenziare prof catanesi e tenere prof a distanza??? ) .
    Sono rassegnata, delusa, amareggiata, ho messo tutti i miei sogni e le mie aspirazioni nel cassetto e ho dovuto chiuderlo a chiave perché ormai sperare in un miglioramento è impossibile.
    Nessuno ci ha mai ascoltato o si è interessato REALMENTE alla nostra situazione per questo vi scrivo, perché confido nella diffusione di questi miei pensieri da studentessa privata dei suoi diritti ma che va avanti portando a termine i suoi doveri, nonostante tutto.
    Ho avuto problemi di salute, sono andata da uno psicologo del cibo, che mi ha spiegato come i miei problemi derivassero dalle aspettative troppo alte che avevo nella mia vita, le sto abbassando e onestamente non era quello che volevo date le mie capacità e la mia passione per le lingue.
    Cordiali Saluti e grazie per il vostro interessamento.
    Federica Grasso”

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