Lo scioglimento dei ghiacciai e l’innalzamento della temperatura globale ha già provocato danni irreparabili. Il limite è stato superato per l’intera laguna di Orbetello e adesso non c’è più possibilità di cura. 27 chilometri quadrati di acqua con profondità non superiore ai due metri in cui si allevano orate, anguille e spigole. Un disastro che conta circa 200 tonnellate di pesce morto nella Laguna per mancanza di ossigeno nell’acqua che ha raggiunto i 35 gradi.
Il sindaco di Orbetello, Monica Paffetti, ha chiesto lo stato di calamità naturale. Intanto per contenere il fenomeno sono state montate delle barre di contenimento di circa 300 metri per evitare il passaggio del pesce morto dalla laguna di levante e di ponente e per facilitarne la raccolta. A lavoro per ripulire la laguna non solo i pescatori e gli allevatori ma anche le persone del luogo, numerose associazioni e i vigili del fuoco.
I pesci raccolti sono stati portati a Livorno per essere smaltiti nell’inceneritore in modo da evitare problemi igienici e sanitari per la popolazione.
15 milioni di euro di danni provocati all’economia, ai pescatori e agli allevatori, senza contare circa i100 addetti che perderanno il posto di lavoro.
Il sindaco ha chiesto al Ministero dell’Economia di assumersi tutta la responsabilità per ciò che è successo, di intervenire in quanto proprietario della Laguna e di farsi carico di tutte le attività necessarie per evitare altri eventi spiacevoli come questo.
La riserva naturale è costantemente monitorata. La Regione Toscana ha affidato ad ARPAT (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana) l’attività costante di monitoraggio sulla Laguna attraverso due sonde multiparametriche e quattro idrometri a partire da maggio 2013. L’agenzia pubblica un bollettino mensile con i dati del monitoraggio della Laguna di Orbetello.
Dall’inizio dell’estate 2015 il lavoro è stato intensificato, infatti la Laguna è stata monitorata quotidianamente a causa del caldo intenso e del rischio della mancanza di ossigeno nell’acqua.
Il monitoraggio purtroppo non è bastato a prevedere il disastro ambientale in tempo e a salvare la Laguna.
Laura Ciancio







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