Spese sanitarie nel 2016: le nuove modalità di compilazione nel rispetto della privacy


detrazione-cure-dentistiche-dichiarazione-redditi

Arrivano i primi chiarimenti ufficiali sulla “compilazione delle dichiarazioni dei redditi”. L’Agenzia delle Entrate con provvedimento del 3 agosto 2015 chiarisce che dal 2016, ossia a partire dalla dichiarazioni dei redditi 2015, sarà possibile inserire nel conto fiscale anche le spese sanitarie.

La facoltatività della scelta è data dalla esigenza/necessità di tutelare la privacy dei cittadini, messa “a rischio” dalla possibile divulgazione di tali informazioni. Nella organizzazione/razionalizzazione della procedura, infatti e non a caso, l’Agenzia delle Entrate ha lavorato a stretto contatto con il Garante della Privacy e il ministero dell’Economia, fissando un confine invalicabile: i dati, per l’appunto, potranno essere usati solo su base volontaria. La facoltà di inserire i dati relativi alle spese mediche sostenute in farmacia e centri sanitari, sarà possibile grazie all’aggiornamento del Sistema Tessera Sanitaria, aggiornamento che verrà curato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in compartecipazione con la Ragioneria generale, a seguito dei tavoli aperti con Salute, Regioni, Associazioni di categoria di farmacisti e Ordine dei medici. Le spese sanitarie finiranno dunque nel 730 precompilato solo se il contribuente autorizzerà tale uso e tutti gli intermediari autorizzati, come ad esempio i caf, non potranno verificare le singole spese mediche ma solo l’importo complessivo. Sono previsti inoltre meccanismi di cancellazione per i cittadini che non utilizzano la dichiarazione precompilata, come ad esempio per quelli titolari di partite Iva.

Da febbraio 2016, per il contribuente sarà dunque possibile rientrare nel Sistema Tessera Sanitaria al fine di richiedere la cancellazione delle proprie spese dal computo fiscale, cosicché vengano escluse dalla precompilata in preparazione. Dal primo marzo 2016, infatti, il Sistema Tessera Sanitaria risponderà alla Agenzia delle Entrate, indicando le spese sostenute dai cittadini in corrispondenza del 730 precompilato.

La procedura per la raccolta dei nuovi dati prevede tre passaggi: invio dei dati da parte di medici, ospedali, ambulatori e farmaci; unione con i codici fiscali e infine utilizzo nella dichiarazione del dato aggregato. Dunque, facendo un esempio, dopo una visita dal nostro medico di base, lo stesso dovrà curare l’invio delle informazioni e dei nostri dati, comprensivi delle prestazioni fornite, al database del sistema Tessera Sanitaria che è oggi in capo al ministero dell’Economia. A questo punto l’Agenzia delle Entrate dovrà fornire al ministero i codici fiscali abbinati alle dichiarazioni compilate che verranno predisposte per le dichiarazioni dei redditi e il Ministero dovrà predisporre il quadro completo dal punto di vista tributario delle prestazioni mediche sostenute dal contribuente.

Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, chiarisce che rientreranno nel database delle Entrate i dati legati a ricevute di pagamento, a scontrini fiscali per spese sanitarie anche dei familiari a carico, ai rimborsi erogati, alle prestazioni fornite nell’ambito del Ssn, ai servizi rogati direttamente dalle farmacie e ai dispositivi medici con marcatura CE, ai farmaci per uso veterinario, nonché i dati legati alle prestazioni per visita medica generica e alle cure termali, ma solo a fronte di chiara prescrizione. Bisogna anche precisare che per chi si rivolge a medici privati con spese che non rientrano nel circuito della tessera sanitaria, rimarrà comunque la possibilità di inserire le ulteriori spese, integrando e modificando quanto già precompilato dal Fisco.

Angela Scalisi

Lascia un commento

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑