Un quarto di secolo per “Edward Mani di Forbice”


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Uno dei connubi artistici più celebri nel mondo del cinema prese il suo avvio nel 1990. Si tratta del binomio vincente Tim BurtonJohnny Depp. Burton nella sua realizzazione più matura in regia, dopo il rodaggio di “Beetlejuice” e “Batman”, collaborò per la prima volta con l’attore sul set di “Edward Mani di Forbice”.

Diversi grandi nomi – divenuti famosi negli anni ’80 – si proposero per ottenere il ruolo da protagonista, tra questi Tom Cruise, Robert Downey Jr., Jim Carrey e persino Michael Jackson. Nonostante ciò, fu Depp ad avere la meglio: in tutta la sua sofisticata stranezza, col senno di poi, non avremmo potuto immaginare nessun altro attore interpretare Edward e possiamo ben dire che fu proprio il film, considerato oggi un classico e un simbolo degli anni ’90, a consacrare il giovanissimo Depp a star.

Nata da alcuni disegni realizzati in età adolescenziale dal regista, la pellicola si prefigura come preludio di quello che sarà poi l’approccio stilistico inconfondibilmente “burtoniano”.

Si tratta di una storia irreale, delicata e ironica, tenera e amara, per alcuni temi molto vicina al romanzo di Mary Shelley, in una cornice grottesca e fiabesca allo stesso tempo. Edward così come Frankenstein è frutto di una creazione artificiale, in laboratorio, ed è anche lui destinato alla solitudine come rifugio da un mondo incapace di accoglierlo; la diversità di Edward non è socialmente accettata (egli è vittima della paura e della superficialità della borghesia provinciale americana) ma Burton, attraverso il suo sguardo sottile, riesce a mostrare la profondità del suo cuore.

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Edward Mani di Forbice” celebra i suoi primi 25 anni, pur rimanendo un capolavoro instancabile e insostituibile.

Eleonora Mirabile

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