I pupi siciliani conquistano il Teatro dell’Opera di Roma con la siciliana Emma Dante


 

Grande successo per la regista palermitana con la sua rilettura del repertorio operistico

 

La Sicilia approda al Teatro dell’Opera di Roma e lo fa con uno degli elementi che più caratterizzano la cultura e l’identità dell’isola: il Teatro dei pupi. Nella messinscena della regista Emma Dante, pupi e pupari condividono il palcoscenico per una nuova rilettura del “Tancredi” di Rossini, vicenda messa in musica nel 1813 su libretto di Gaetano Rossi.

 

L’opera segna un duplice ritorno alla capitale: della regista dopo “Les dialogues des Carmélites” di Poulenc della stagione 2022/23, e dell’opera stessa, che torna a distanza di ventidue anni dall’ultima rappresentazione. La storia è ambientata nella Siracusa dell’anno 1005, attraversata dalle lotte tra famiglie rivali e minacciata dall’avanzata saracena. In questo scenario il protagonista è l’eroe esiliato Tancredi, che torna per riconquistare la sua amata Amenaide, accusata ingiustamente di tradimento.

 

Emma Dante, Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia 2026, trasferisce spesso all’interno delle proprie opere frammenti della sua Sicilia, e in “Tancredi” questa scelta prende forma attraverso il Teatro dei pupi. La regista, però, non si limita a portare sul palcoscenico dell’Opera di Roma l’immaginario tradizionale dei pupi: al centro della scena ci sono soprattutto i pupari, coloro che danno vita ai personaggi. Si crea così un continuo gioco di rimandi tra pupari e pupi, in cui il confine tra interprete e personaggio diventa progressivamente sempre più labile. Nel corso dello spettacolo questa separazione diventa sempre meno netta, fino a scomparire totalmente: i pupari diventano così le proprie marionette, assumendone costumi e sembianze.

 

Anche l’impianto scenico contribuisce a rievocare l’immaginario dei pupi, con fili e strutture sceniche che richiamano il mondo delle marionette, mentre sul palco emerge l’immagine di un vulcano, richiamo evidente alla Sicilia e alla sua identità culturale.

Al lavoro registico di Emma Dante si affianca Michele Mariotti alla guida dell’Orchestra dell’Opera di Roma, che si confronta per la prima volta con il titolo rossiniano. Carmine Maringola firma le scene, Emma Dante e Chicca Ruocco i costumi, Luigi Biondi le luci, Manuela Lo Sicco i movimenti coreografici, mentre il Coro del Teatro dell’Opera di Roma è diretto da Ciro Visco.

A vestire i panni di Tancredi è il controtenore Carlo Vistoli, mentre Martina Russomanno interpreta Amenaide. Completano il cast Enea Scala nel ruolo di Argirio, Luca Tittoto in quello di Orbazzano, Ekaterine Buachidze come Isaura e Maria Elena Pepi nei panni di Roggiero.

Con questa nuova produzione Emma Dante porta ancora una volta la Sicilia fuori dai propri confini geografici, trasformando una delle espressioni artistiche più iconiche della tradizione siciliana in una chiave di lettura contemporanea capace di dialogare con il grande repertorio operistico.

Nicoletta Scierri

Lascia un commento

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑