L’inclusione acquista il suo significato più autentico quando diventa esperienza, competenza, autonomia e possibilità di lavoro.
È il senso profondo del progetto “Le diverse abilità nel mondo della ristorazione”, promosso da AMIRA – Associazione Maîtres Italiani Ristoranti e Alberghi, presentato martedì 6 ottobre nei laboratori dell’IPSSEOA Karol Wojtyla di Catania, plesso Leonardo Da Vinci alla presenza degli studenti della IV A Sala e Vendita; degli insegnanti Giacinto Rodano, Massimo Pulvirenti, Carmelo Licciardello, Mauro Di Bella, Valeria Grimaudo, Vanessa Monteleone, Alice Russo e Giusi Lo Bianco, e delle assistenti all’autonomia e alla comunicazione Lilia Giuffrida e Agata D’Urso.
Il progetto nasce da un’esperienza personale di Luciano Graziano, Gran Maestro dell’AMIRA e ideatore dell’iniziativa. La sua partecipazione come volontario al Treno del Sorriso diretto a Lourdes ha rappresentato l’origine di una sensibilità destinata a trasformarsi in impegno concreto: creare opportunità professionali per i ragazzi con disabilità attraverso il mondo della ristorazione.
Una scelta che racchiude una precisa visione educativa.
La ristorazione è relazione, accoglienza, comunicazione, responsabilità e lavoro di squadra. È un ambiente nel quale le competenze professionali si intrecciano continuamente con quelle sociali e relazionali. Per molti giovani può diventare anche una porta verso l’autonomia e verso un progetto di vita adulta.
AMIRA ha portato questa visione sul territorio nazionale, costruendo percorsi capaci di collegare la formazione al mondo del lavoro. I risultati raggiunti raccontano una prospettiva concreta: 60 contratti a tempo determinato destinati a ragazzi con disabilità, 4 contratti a tempo indeterminato e altre esperienze di inserimento professionale.
Dietro ogni contratto esiste una storia personale. Esiste un ragazzo che ha imparato un mestiere, una famiglia che ha visto aprirsi una prospettiva, una comunità professionale che ha riconosciuto competenze e capacità.
Il valore pedagogico del progetto risiede proprio nella possibilità di trasformare l’apprendimento in esperienza e l’esperienza in autonomia.
La scuola assume, in questo percorso, una responsabilità fondamentale.
L’IPSSEOA Karol Wojtyla di Catania ha costruito nel tempo una cultura dell’inclusione profondamente radicata nella propria identità educativa. La valorizzazione di ogni studente rappresenta una delle sue dimensioni più significative e trova nei laboratori professionali un terreno particolarmente fertile.
Qui l’inclusione entra nella quotidianità della formazione: attraverso il lavoro, la collaborazione, l’acquisizione delle competenze, il rapporto con i docenti, il confronto con i compagni e la progressiva conquista dell’autonomia.
La conferenza di presentazione si è aperta con un video dedicato alle precedenti manifestazioni AMIRA. Le immagini hanno coinvolto gli studenti attraverso i volti e le esperienze dei loro compagni, mostrando ragazzi impegnati nelle attività professionali e protagonisti di un percorso nel quale competenza e partecipazione procedono insieme.
La dirigente scolastica, professoressa Donatella Alloro, ha portato il saluto da parte dell’intera comunità educante, sottolineando il valore di una collaborazione capace di mettere in relazione scuola, territorio e mondo professionale. Una sinergia che amplia le opportunità formative degli studenti e rafforza la funzione della scuola come luogo nel quale ogni talento può trovare spazio, orientamento e possibilità di crescita.
Il professor Massimo Pulvirenti, insieme al professor Carmelo Licciardello, coordinatori dell’evento per Sala e Vendita, ha evidenziato il valore della collaborazione tra il Wojtyla e l’AMIRA e la necessità di accompagnare gli studenti verso una professionalità consapevole, competente e aperta alle esigenze di una società sempre più attenta alla partecipazione di tutti.
La prospettiva di AMIRA guarda anche alle istituzioni.
Dal 9 all’11 ottobre, all’Hotel Piazza Borsa di Palermo, si svolgerà la settima edizione del concorso “Le diverse abilità nel mondo della ristorazione”, nell’ambito del programma sostenuto da Coesione Italia 2021-2027, Unione Europea, Regione Siciliana e Sicilia Emozione Autentica, con la partecipazione del Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli.
AMIRA ha posto all’attenzione del Governo la necessità di destinare risorse specifiche all’inserimento dei ragazzi con disabilità nel settore della ristorazione.
La richiesta tocca una questione centrale delle politiche educative e sociali contemporanee: il diritto all’autonomia passa anche attraverso il diritto al lavoro.
Avere una professione significa acquisire competenze, assumere responsabilità, costruire relazioni, contribuire alla vita della comunità e immaginare il proprio futuro con maggiore consapevolezza.
Per un ragazzo con disabilità, un’esperienza lavorativa può rappresentare un passaggio fondamentale nel percorso verso l’età adulta. Per la società rappresenta un’occasione di crescita culturale: significa riconoscere il valore professionale delle persone e creare contesti nei quali ciascuno possa esprimere le proprie capacità.
La collaborazione tra AMIRA e l’IPSSEOA Karol Wojtyla assume, quindi, un significato che supera i confini di un singolo progetto.
Rappresenta un modello di alleanza educativa nel quale scuola, professionisti, istituzioni e territorio condividono una responsabilità comune: costruire opportunità.
La scuola forma.
Il mondo professionale accoglie competenze e talenti.
Le istituzioni possono sostenere i percorsi.
Gli studenti diventano protagonisti del proprio futuro.
È una concezione dell’inclusione che parla di dignità, partecipazione e autodeterminazione.
La pedagogia contemporanea ha ormai chiarito quanto sia importante accompagnare ogni persona verso la massima autonomia possibile, valorizzando capacità, interessi, inclinazioni e aspirazioni. Il progetto AMIRA porta questi principi dentro un settore concreto, dinamico e fortemente relazionale come la ristorazione.
Il risultato più importante prende forma proprio nella possibilità di guardare ogni studente attraverso le sue potenzialità:
Un ragazzo che apprende un mestiere acquisisce competenze.
Un ragazzo che sperimenta un ambiente di lavoro sviluppa autonomia.
Un ragazzo che viene riconosciuto per ciò che sa fare costruisce fiducia in sé.
Una comunità che sa valorizzare queste competenze diventa più inclusiva, più giusta e culturalmente più ricca.
Il progetto AMIRA e la sinergia con il Karol Wojtyla indicano una strada precisa: l’inclusione diventa pienamente compiuta quando apre le porte alla formazione, al lavoro, all’autonomia e alla partecipazione sociale.
In quel momento la scuola incontra la vita.
E l’educazione diventa futuro.
Giusi Lo Bianco
Quando l’inclusione diventa futuro






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