Dossier: il punto di vista dei ragazzi che valicano le Alpi … PARIS MON AMOUR .


Fenomeno dilagante in Italia é l’emigrazione giovanile. Può sembrare non facile comprendere cosa spinga questi giovani ad abbandonare il suolo natio. Nessuno riesce talvolta ad immedesimarsi in queste svolte di vita radicali che diventano sempre più numerose. I dati parlano chiaro: il numero dei ragazzi che vogliono andare e vanno fuori dal Bel Paese é in crescente aumento. Probabilmente i nuovi Renato Dulbecco  si sono recati oltre le Alpi e non è detto che più facciano ritorno nella nostra Italia. Per comprendere meglio le dinamiche della fuga dei cervelli e affini, abbiamo intervistato una brillante studentessa laureata in Lettere e Filosofia ( secondo i nuovi ordinamenti sia alla laurea triennale che alla laurea specialistica ) con il massimo dei voti, in tempi brevissimi, presso l’ateneo di Catania.

Innanzitutto Ti ringraziamo per il tempo che hai concesso ad ” Acicastello Informa” e per la disponibiltà dimostrata.

Cosa ti ha spinto a scegliere il corso di studi che hai frequentato?  

Ho scelto di inscrivermi alla facoltà di filosofia dopo una tragica esperienza avuta seguendo le prime lezioni di un corso di laurea in scienze della formazione. La mia ingenua voglia era quella di assecondare la mia attitude, di sperimentare questa crescente curiosità dell’altro rendendomi disponibile con lo studio ‘di formazione’ all’ascolto, all’aiuto, alla comprensione.

Ma ben presto mi accorsi che tutta questa ingordigia di sapere non era lì che l’avrei soddisfatta.

Dunque, delusa ed amareggiata nonchè finanche sconfortata, decisi di abbassare la mira, di partire dall’inizio, per arrivare a vedere da dove nascesse in me il desiderio.

E finalmente capii che l’avrei appagato nel confronto, nella misura, nel folle tentativo di individuazione del percorso che il pensiero ha compiuto nella storia, trovandone dei passaggi obbligati e immaginandone dei futuri come ‘previsione, anticipazione’, tutto quello che è conforme all’intelligenza tout court.

Dopo il conseguimento della laurea hai avuto proposte lavorative affini al corso di laurea da te frequentato?  

Dopo il conseguimento della laurea triennale e specialistica, ma in realtà anche propedeuticamente agli studi magistrali, ho tentato, fallendo, di ‘inserirmi’  nell’area di mia competenza, prima interessandomi all’eventuale inscrizione ad un corso abilitante, scoprendo con amarezza che erano stati chiusi con la promessa di provvedere con soluzioni alternative alla creazione di tirocini abilitanti (ed ora anche a maxi-concorsi fantasma), poi interessandomi alla carriera accademica, ma con scarso successo anche lì. I soliti problemi di gerarchia senile. Il mio relatore di tesi, uomo di mezza età, è ancora un associato, non un ordinario. Figurarsi quale vita mi sarebbe toccata vivere.

Ma non accontentandomi, mi sono anche inscritta in 3° fascia! L’ultimo girone dei dannati; condannati perpetuamente all’attesa della chiamata, costretti all’immobilità. Sono tra quelli che non hanno l’abilitazione, dunque non passeranno mai di ruolo, e quelli che non si sono riusciti ad inserirsi nella graduatoria. Può accadere che il telefono squilli, per una sostituzione momentanea in un’area oltralpe.

 Quando e perchè hai scelto di andar via dall’Italia?  

Mi sono specializzata il 1-luglio-2011, e sono arrivata a Parigi il 4-ottobre-2011.

Posso dire di avere maturato la decisione più importante, fino ad ora, della mia vita in un’apparente periodo di ferie estive; ma in realtà già da tempo sentivo una certa irrequietezza che non mi lasciava tranquilla, che mi descriveva con un’angosciante stato di ‘fuori-luogo, fuori-tempo’.

Perché ho fatto il biglietto e preparato una valigia di piumini sottovuoti?

Perché sono viva.

Perché in me la voglia di essere non si è mai fatta domare dall’impotenza.

Perché Aristotele può convivere ancora adesso con le ragioni di questo mondo: ad Ogni Atto risponde una Possibilità, per ogni Possibilità c’è una capacità effettiva di realizzazione.

Ed io voglio voglio voglio, fortissimamente voglio realizzarmi.

Quale città europea hai scelto?  Quali sono le differenze principali che hai notato sin dai primi giorni nella nuova città?  

Ho scelto Parigi perché ne conservavo un attimo ricordo dopo ripetute visite turistiche.

Ed oggi, dopo 5 mesi dal mio arrivo, posso confermarne l’ottima scelta.

Mi colpì l’aria che si respirava.

Edifici storici un po’ impolverati, Piazze sudate, fiere, rivoluzionarie fino nei colori.

Ed io sognavo, immaginando, che la libertà e l’uguaglianza qualche uomo folle l’avesse voluta urlare, scrivere, scolpire in memoria.

Parigi è così antica!

Vorresti parlarci di eventuali proposte che potrebbero essere apportate per migliorare il nostro sistema qualora possibile? 

Non lo so se in realtà sia possibile o semplicemente facile cogliere le diversità o le ‘rassemblance’ tra il paese che ho lasciato e quello che ho trovato.

Mi piace pensare che ogni uomo sia un mondo a sé; e che come tale porti dentro il suo paese.

Sembrerà ‘etrange’, ma io non riesco a distinguere. Forse potrei parlare del caffè e degli affettati, della pizza o dell’olio d’oliva (o della pasta al ketcup e dei tortellini mangiati crudi; ancora della pasta utilizzata come condimento alla carne e scotta inverosimilmente; per finire col burro spalmato ovunque), ma Parigi ha tutto quello che da dentro ho voluto e sentito che mi avrebbe potuto affascinare.

Come Catania quando vivevo a Biancavilla.

Credo che non bisogni mai pensare alle città come da guide turistiche o souvenirs; ma pensare alla propria dimensione e assecondarsi, come quando si decide una mattina primaverile di andare a mare e trasferircisi per due mesi.

Il tuo trasferimento in questa nuova città ha cambiato le tue prospettive di vita, lavorative e non solo?

Certo è che un trasferimento in un’altra città a 25 anni, non è esattamente come una vacanza estiva al mare. Nel senso che concorrono troppe circostanze alla definitiva presa di coscienza-volontà della partenza.

Probabilmente se avessi avuto la minima possibilità di lavorare ‘a casa’e realizzarmi come essere umano pensante, non sarei mai partita.

Ma anche questo contribuisce all’abbandono delle logiche bizzarre del paese che non ti accoglie più.

Non ho mai amato i sotterfugi, le giustificazioni; né tantomeno gli inutili giudizi di valore.

Se l’Italia è arrivata allo stadio in cui si trova ci saranno delle forze sottese che hanno lavorato in una direzione piuttosto che in un’altra. Qualcuno, i cittadini-politici-gli addetti alla cosa pubblica, ha scelto; haperseverato; ha modificato, per certi versi irreversibilmente.

E semplicemente mi hanno esclusa, come libera persona in non libero stato.

Se a mio avviso si fosse potuto fare qualcosa per migliorare la situazione del paese?

Si, andarsene. Non scendere a compromessi.

 Ci sono punti di contatto fra le due Nazioni? E di non contatto? Chi si trasferisce fuori dai confini nazionali lo fa per ambizione o per semplice soddisfazione personale?  

Mi sento bene!

Mi sento umanamente felice, in armonia, piena di vita.

Merci Paris? Non, merci Giuliana!

La città non offre nulla, credo che io mi sia offerta una possibilità di vita migliore.

Frequento un corso di francese e  lavoro part-time (con contratto a tempo indeterminato).

Cose normali, no?

Aspetto di acquisire un buon livello di francese e tentare un Dottorato si filosofia.

Cose normali, no?

Gli studenti che ho incontrato non hanno grandi ambizioni, hanno le loro ambizioni, che sono grandi.

Corse normali, no?

Se la risposta è No, vivi in modo eccezionale in un mondo anormale.

Pensi di tornare?

Tornerò a casa.

Sarà il richiamo della terra, sarà quando nasceranno nuove persone, sarà per la festa della liberazione, sarà quando ai raccomandati sarà raccomandato di riposarsi a casa e non andare a lavoro, sarà per vivere meglio.

Difficilmente sarà per la granita di mandorle, non alla mia età per lo meno.

Credi che alla mediocrità ci si nasca o la si scelga?

 

 

vedi anche : Master Plan alternativo per i laureati in Italia .

https://acicastelloonline.wordpress.com/2012/01/21/master-plan-alternativo-per-i-laureati-in-italia/

di Alessia Aleo

 

 

 

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