4 Marzo ( 1943 ) : ultimo saluto all’istrionico Lucio Dalla


“Dai, mi prendi in giro? Non ci credo, smettila, è di pessimo gusto sai che mi piace tanto, canticchio Nani tutto il giorno, da quando l’ho sentita la prima volta … ! ” .

Determinate notizie hanno la capacità di metterti di cattivo umore per l’intera giornata e non solo, non facilmente concepibili come reali.

La mancanza soltanto fisica di Lucio Dalla, ha sorpreso tutti, come un lampo a ciel sereno, un temporale in Agosto. Forse era un pò come il parente prossimo, che non si vede tutti i giorni ma sai che fa parte di te, tutti “parliamo” con le sue frasi, tutti nel corso della nostra vita abbiamo canticchiato le sue strofe, ci siamo innamorati per un verso “semplice” tratto da una delle sue liriche. Il panorama italiano intriso della sua aurea ironica, delicata talvolta istrionica subisce un grave lutto. 

L’uomo che ha emozionato generazioni e generazioni  di giovani e non, il dandy della musica italiana che con semplicità entrava nelle dinamiche avvincenti della quotidianità fatta da gente “comune” .  Una carriera iniziata con l’amore per il jazz e per la sperimentazione che lo ha portato ad una carriera fatta di soddisfazioni. Non avrà mai vinto Sanremo, ma tutti sappiamo che vincere quella kermesse  elude la coscienza del buon gusto musicale.

Oggi la salma è arrivata nella sua Bologna, domani, nonchè data del suo compleanno saranno celebrati i funerali.

«Questo è un momento tristissimo e non mi sento di parlare con nessuno». Lo riferisce l’ufficio stampa di Francesco De Gregori, il Midas Promotion, di Michele Mondella, per conto dell’artista che non vuole rilasciare ulteriori dichiarazioni. Amico e collaboratore da sempre, basti pensare che l’anno scorso avevano riproposto il tour come l’anno dell’uscita dell’album Banana Republic. Successo su successo. Emozioni su emozioni.

E poi Lucio era un pò un nostro compaesano. Infatti a quasi dieci anni Lucio Dalla aveva preso una villetta presso Milo, ridente città alle pendici dell’Etna, dove si dilettava a produrre vino, bianco e rosso, per pochi estimatori, lui e pochi intimi e lo aveva chiamato persino lo “Stronzetto dell’Etna”, che tra l’altro, ironia a parte, gli aveva persino portato qualche riconoscimento enologico. Milo che lo aveva ispirato per la stesura della canzone filastrocca Attenti al lupo.

Sempre l’anno scorso, il 4 agosto, Dalla, davanti al “Castagno dei Cento Cavalli”, albero plurimillenario che si trova nel parco dell’Etna, Sant’Alfio, tra i più antichi d’ Europa, aveva tenuto una “lectio magistralis”, su “Mito e leggenda tra passato e presente; la funzione pedagogica e sociale dell’immaginario fantastico”. Introdotto dal poeta Angelo Scandurra, il cantante era stato accompagnato alla tastiera dall’artista Marco Alemanno che ha letto brani tratti da “Viaggio in Sicilia e a Malta” di J. Houel, “Ricordi del viaggio In Sicilia” di E. De Amicis, “Viaggio in Italia” di J. W. Goethe ed il “Polifemo innamorato” di Santo Cali’. Dalla aveva concluso la serata con due ‘mitiche’ canzoni del suo vasto repertorio musicale, “Itaca” e “4 Marzo 1943”.

Domani sarà proclamato lutto nazionale e la sua Piazza Grande si stringerà per ricordarlo ancora una volta.

Qualsiasi parola non renderà probabilmente giustizia, nessun omaggio all’altezza, fuori tutto continuerà, tutto normalmente. Ma fondamentalmente l’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale.

Alessia Aleo

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