Anche quest’anno si ripete l’evento astrale più atteso. Il nostro satellite naturale, la Luna, sarà, nella notte tra sabato 5 e domenica 6 maggio, la più luminosa del 2012. Non potrà replicare l’exploit del 2011, quello è stato un avvenimento che si ripresenterà ai nostri occhi solo fra parecchio tempo, ma la nostra amata Luna sorprenderà ancora una volta chi avrà l’occasione, o la voglia, di stare qualche minuto col naso all’insù. Il tempo sarà clemente? Sembra di si per l’Italia meridionale, al nord avranno qualche problema in più, ma speriamo che lo splendore attraversi le nubi per rivelarsi in modi ancor più suggestivi.
Il termine “Super Luna”, coniato nel 1979, deriva dal momento di massimo avvicinamento tra terra e satellite. La luna è apparentemente più luminosa e grande, e inoltre influisce più vistosamente sull’innalzamento delle maree. Sappiamo che la forma ellittica dell’orbita lunare porta il satellite ad avere una distanza minima Terra-Luna di 360 mila km ed una massima di 400 mila circa. La coincidenza astrale vuole che in corrispondenza del massimo avvicinamento annuale si abbia anche il più elevato grado di illuminazione per il 2012; tale fenomeno si ripete ogni anno con valori leggermente diversi che i ricercatori ammirano e studiano da anni.
Il momento da non farsi sfuggire per una migliore osservazione è quello in cui la Luna si troverà sull’orizzonte come in una “alba lunare”. Sfiorando le cime dei monti, il profilo dei monumenti, lo skyline di grattacieli e città, nascendo da una semplice terrazza di periferia, riflettendo ed attraversando, magari, la propria forma attraverso un lampione di paese, la Luna, ci coglierà, ancora una volta, di sorpresa con una illusione che si ripete da millenni. In realtà, ogni volta che ci godiamo una luna nascente assistiamo ad un inganno ottico che suscita, ancora oggi, molti dibattiti. Proponiamo qui la teoria più accreditata secondo la quale la Luna sembra mostrarsi di dimensioni maggiori all’orizzonte perché è più semplice, per l’occhio umano e, soprattutto, per il nostro cervello, percepire la distanza dell’astro con l’aiuto di riferimenti quali alberi, case, antenne, o più semplicemente colline e forme naturali. La visione di una luna solitaria nel cielo, invece, ci sembra rimpicciolita in una infinità cosmica. Tutto risiede nel calcolo che il cervello attua per percepire la distanza di un oggetto rispetto ad altri punti di riferimento terrestri o attraverso la comparazione delle dimensioni. È inevitabile che si giunga ad una sovrastima della Luna all’orizzonte.
Molti sono gli esperimenti che si possono effettuare, in maniera semplice, per sfatare questo mito. Basta tenere un oggetto di dimensioni contenute in direzione della Luna e ad una distanza di circa un braccio, confrontando ripetutamente la geometria delle due forme. Provate anche ad imprigionare la vista di Selene all’interno di un tubo escludendo la linea dell’orizzonte ed altri possibili punti di riferimento: accompagnando la sua salita nel cielo serale vi accorgerete che le dimensioni non saranno affatto variate e che lei sarà ancora li ad allietare ed illuminare ogni vostra dolce notte.
Una sdraio ed un bicchiere di vino bianco e freddo, ecco un consiglio per godere appieno di una tale visione senza troppi fronzoli.
Paolo Licciardello







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