Finanziamenti pubblici ai partiti nel mondo


Dopo gli ultimi scandali sui finanziamenti pubblici ai partiti, usati per fini personali,  che hanno coinvolto in modo bipartisan i tesorieri della Lega Nord e quelli dell’ex Margherita, il mondo politico e l’opinione pubblica si interroga sulla necessita di una riforma della legge che regola i finanziamenti ai partiti.

Con 289 milioni di euro versati nelle casse dei partiti, l’Italia è lo stato con i partiti esosi dell’Europa e inoltre a differenza degli altri Paesi europei, dove i bilanci dei partiti devono essere convalidati dalla Corte dei Conti, in Italia sono i partiti stessi a certificare i loro bilanci, al di fuori di qualsiasi verifica di legge.

Ma come funziona in Europa e nel resto del mondo?

Secondo uno studio dell’Institute for Democracy and Electoral Assistance (IDEA), sono 96 i paesi che prevedono un finanziamento pubblico annuale, 57 quelli che stanziano i fondi in relazione alle spese sostenute in campagna elettorale e 55 quelli a cui lo Stato non concede nessun tipo di finanziamento. In Europa sono una manciata (Malta, Andorra, Svizzera, Bielorussia, Ucraina), molti sono paesi dell’Asia (come India, Bangladesh, Libano, Singapore), dell’Africa (come Senegal, Mauritania, Sierra Leone), diversi paesi centroamericani e sudamericani (quali Bolivia e Venezuela).

Nel Regno Unito, lo Stato stanzia 12 milioni di euro l’anno riservati solo ai partiti di opposizione, una sorta di «compensazione» dei vantaggi – non solo economici – che il partito di maggioranza ricava dall’essere al governo.

In Francia, la legislazione prevede due tipi di finanziamento pubblico: il primo, in forma di contributo annuale (circa 70 milioni di euro), che viene calcolato in base ai voti ottenuti alle precedenti elezioni dell’Assemblea Nazionale, il secondo, in forma di rimborsi, in proporzione ai rappresentanti di ogni partito eletti nelle due Camere (circa 40 milioni di euro).

In Germania , invece, non ci sono rimborsi, ma solo un finanziamento pubblico fisso ai partiti, in base ai voti che prendono alle precedenti elezioni per un tetto massimo complessivo di 133 milioni.

Un meccanismo simile vige in Spagna, dove il  rimborso ai partiti è basato sui seggi conquistati e sui voti conquistati alle precedenti consultazioni politiche per un totale di 133milioni all’anno.

Inoltre sia in Germania che in Spagna, la Corte dei Conti può pronunciarsi sul bilancio dei partiti e decidere di togliere ad un determinato partito il diritto ad essere finanziato in caso di mancato rendiconto ingiustificato.

All’aldilà dell’oceano, negli Stati Uniti il finanziamento  pubblico è previsto solo durante la campagna elettorale per le elezioni presidenziali, ma dato che questo tipo di finanziamento esclude quello privato, (vero e proprio sostenitore dei partiti), molti rinunciano ai fondi dello Stato.

Maria Chiara Coco

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