Leggere un buon libro è uno dei piaceri indiscussi della vita. I libri sono tanti, la qualità è riservata a pochi autori. Come direbbe Erri De Luca “chi scrive ha davanti a sė la modica vastità del vuoto, non lo deve riempire, lo deve abitare”… E se ad abitarlo è uno scrittore esordiente la curiosità di andare a visitare la sua nuova abitazione è lecita e deve essere saziata.
Scommettere sui giovani, sugli esordienti e dare loro il giusto spazio per emergere è da sempre comparabile, secondo me, al moderno pentathlon disputato alle olimpiadi: numerose prove, ostacoli, agonismo nella sua essenza primordiale, fino a raggiungimento del gran risultato finale.
Catania è sempre più ricca di artisti: scrittori, pittori, musicisti e questo indica come il nostro sia un humus culturale fertile che riesce a canalizzare le giuste attenzioni da parte di tutta l’Italia, donando prestigio e sottolineando le nostre potenzialità che fin troppo spesso vengono sottovalutate.
Gli esordienti nel mondo dell’editoria hanno una grande linfa vitale, una grande voglia di sperimentare e il loro futuro, in questo ambito, dipenderà quasi esclusivamente dal giudizio insindacabile del lettore che, con la sua saggezza, sancirà il punto di svolta, la chiave del successo o dell’eventuale cambio di rotta nel futuro dei giovani “debuttanti”.
“L’istante dopo mi innamorai di te”, edito da Sampognaro e Pupi editori associati, è la prima opera di Carmelo Pinna, laureando alla facoltà di Lettere e Filosofia di Catania in Scienze della Comunicazione.
Questo romanzo mostra tutte la facce dell’amore attraverso una storia reale e difficile: l’amore platonico, l’amore erotico e sessuale, l’amore familiare, l’amore per gli amici, l’amore per sè stessi, l’amore per la propria dignità lavorativa. Tutti direttamente e indirettamente possiamo rivivere empaticamente queste sensazioni quotidiane e consuete, ma talvolta la consapevolezza di ciò che viviamo arriva troppo tardi, arriva l’istante dopo.
Checco, il protagonista del romanzo, è un ragazzo come tanti altri, che nella sua vita fatta di alti e bassi può confidare sull’aiuto dei suoi quattro coinquilini, i suoi amici di sempre, la sua reale famiglia: Mario, Pippo, Giobbo e Carla. Ma un giorno l’equilibrio si rompe e inizia il viaggio interiore e retrospettivo di Checco.
Riuscirà a Localizzare Checco?
Il racconto è costruito quasi esclusivamente sui dialoghi, perché così si possano sentire i personaggi più vicini al fruitore della lettura. Un linguaggio colorito, dialettale, sciolto, cinico, spontaneo e semplice segna la strada Marina di Palma – Roma. Un viaggio dove freudianamente Über-Ich, Es, ich si sovrappongono, non riuscendo ad offrire la possibilità di “localizzare”, dove l’inconscio di Checco, fra amnesie e volontà di vivere, lotta per cercare la chiarezza.
Questo romanzo, infatti, è appartenente al genere letterario del Bildungsroman, dove il protagonista attraverso le sue vicende, i suoi sentimenti, la sua integrazione sociale, i suoi progetti evolve e matura.
E’ un romanzo schietto, intenso, dove le difficoltà sono raccontate senza ipocrisia, attraverso l’esperienza di una protagonista che con la sua forza e la sua debolezza colpisce nell’anima del lettore.
Riuscirà Carmelo Pinna con i suoi quesiti preterintenzionali a divenire il punto di svolta del proscenio editoriale giovanile nel nostro hinterland? La risposta non tarderà ad arrivare. Sulla scrivania dello scrittore, infatti, si stanno ultimando le pagine del nuovo romanzo “Anche le stelle piangono”… e come scriverebbe Manzoni… “Ai posteri l’ardua sentenza”.
Alessia Aleo







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