Chi ha detto che simbolo della magnificenza di New York sono gli immensi grattacieli che delineano il suo skyline??? La Grand Central Terminal, diventa anch’essa simbolo della Grande Mela, rappresentando uno dei luoghi più visitati dai turisti in tutto il mondo, grazie alla sua scalinata che ricorda l’Opera di Parigi, al complesso dipinto che raffigura lo zodiaco sull’enorme soffitto, ai candelabri e a un celeberrimo orologio del valore di milioni di dollari. Celebrata in decine di film come Cotton Club o North by Northwest e, più recentemente, Gossip girl, scampata per poco alla demolizione negli anni settanta, la Grand Central Terminal di New York compie oggi 100 anni. “Una città nella città”, la definì il New York Times già alla sua nascita, il 2 febbraio del 1913.
Grandissima espressione dell’Art Deco, GCT mostra i richiami colossali al classicismo che fu, tipici delle costruzioni simbolo nelle nascenti metropoli dell’era della grande rivoluzione industriale. L’ uso dei marmi e citazioni classiche intimidiscono più che mai, anche per la monumentalità di insieme del complesso: a tutt’oggi è definito il più grande terminale ferroviario del pianeta, con ben 123 binari, rimane la struttura newyorkese con le fondamenta che più hanno scavato 61 metri in profondità. Il tutto in un contesto dove è costretta a rivaleggiare con edifici alti 500 metri. Concentrato dell’energia e del desiderio di mostrarla di tutte le dinastie che fecero grande la città del Nord Est Usa (nel pool che la portò alla luce c’erano i Vanderblit, William Rockefeller e J. P. Morgan, la stazione è oggi uno dei siti più visitati e riconoscibili della metropoli, con una stima di 21,8 milioni di turisti all’anno, non passeggeri dei treni, semplici visitatori.
Fu pensata per sostituire il preesistente Grand Central Depot, creato nel 1876, ma ben presto inadeguato a sostenere il crescente traffico tramviario-ferroviario, e anche automobilistico, che circolava “per strada”, attorno alla stazione. Episodio scatenante, un tragico incidente, nel 1902: un convoglio in movimento letteralmente si sfracellò su un altro treno in sosta, causando la morte immediata di 15 passeggeri. Di lì nacque l’idea di una stazione che incubasse il traffico. Ci vollero undici anni per varare il progetto, demolire la vecchia stazione, creare una struttura che occupa un’area di diciannove ettari, costruire un tunnel sotterraneo che si dipana per cinquantacinque isolati, dalla 42ma strada in cui la stazione si svela in tutto il suo splendore, alla 97ma, demolire la bellezza di quasi duecento edifici tra la 42ma e la 50ma. Per far sorgere quell’effetto di città al coperto che oggi vediamo. Spesa complessiva, 80 milioni di dollari del tempo, paragonabili a 2 miliardi di dollari attuali.
Giuliana Ventura.







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