La lotteria della vita distribuisce un po’ a caso grazie e disgrazie. Quando da ragazzina giocavo a “Dire, fare, baciare” tremavo al solo pensiero di tutte le opportunità, tranne “dire”. Ma per grazia concessa e generosamente distribuitami mi andava sempre bene. Beccavo sempre l’opzione a me più comoda.
Con “dire” me la cavavo benissimo, inventavo delle storie interessanti e coinvolgenti. Nulla mi intimoriva; se non avevo verità da raccontare inventavo. Ero piuttosto convincente; qualcuno si chiedeva se mentissi o se dicessi la verità, ma poco gli importava alla fine. Mi ascoltavano e davano per buona la mia narrazione.
Baciare era ciò che mi terrorizzava di più, perché era veramente difficile che qualcuno mi piacesse. La responsabilità di questo blocco emotivo è certamente da attribuire a Candy Candy, l’orfanella dalla sfortuna colossale e dalla vita sentimentale sciagurata e travagliatissima. Candy era innamorata di Terence, un ragazzo dalla sensualità dirompente con cui nessuno dei maschi reali della mia vita poteva competere.
Terence era pallido, emaciato, tenebroso, maleducato e non si fidava di nessuno.
Era bello e maledetto insomma!
E se nasci votata ai belli e maledetti resti condannata a vita.
Quindi io cercavo uno che gli somigliasse. Il resto era fuffa.
Ogni donna, prima di essere quella che è oggi, è stata ragazza, fragile, piena di dubbi, di incertezze e di sogni.
Prima e anche adesso, con le evangeliche trasformazioni del Caso.
In un certo modo ci si nasce.
È questione di DNA cosmico.
Sono tra quelli che si commuovono guardando le pubblicità progresso e che cascano in ogni trappola retorica. Sono tra quelli a cui la voce di rompe spesso. Adoro le vite degli altri, tanto che mi piacerebbe entrarci un giorno al mese per contratto. Pendo dalle labbra di chi mi racconta di passioni travolgenti, di sogni realizzati, di grandi rivoluzioni.
Ho la tendenza ad immedesimarmi, a cadere vittima ti transfert rapiti e sognanti, a indossare panni altrui anche senza permesso (vedi il caso Terence cui sopra).
Un’adolescente innamorata resta uno spettacolo ipnotico ed estenuante, come il riflesso impetuoso dentro uno specchio magico.
Dire.
Fare.
Baciare.
Giusi Lo Bianco






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