Economia italiana in crescita


La strada è ancora lunga da percorre per l’Italia affinché riesca a raggiungere lo stato di benessere socio-economico del resto dell’Europa, ma i recenti dati Istat dimostrano che il Pil nel 2017 è salito dell’1,5% mentre il debito è sceso al 131,5%.

Un dato positivo che condiziona anche la pressione fiscale, scesa al 42,4% rispetto al 42,7% dell’anno precedente.

Il Premier Paolo Gentiloni conferma con entusiasmo il risultato incoraggiante per l’economia del nostro Paese. Il debito pubblico inizia a scendere, l’Italia e i suoi cittadini forse potranno ritornare a respirare.

I sacrifici fatti dagli italiani dall’inizio della crisi sono stati anche troppi, la cosiddetta “classe borghese” stenta ad esistere, oggi la società sembra dividersi in ricchi e poveri.

La classe che sta nel mezzo, quella gente che sta bene ma non al punto da esser definita ricca, quella fatta da professionisti, impiegati, professori, che si mettono in gioco tutti i giorni con impegno e sacrificio per dare alle proprie famiglie un livello di benessere umano, direi normale, fatica sempre più a mantenere quello status guadagnato con sudore.

Lo stato, per incentivare l’economia nella sua crescita, dovrà abbassare ancora la pressione fiscale. In questo modo potrà permettere a quella famosa classe benestante di non declassarsi, solo così questi potranno aiutare l’Italia a risollevarsi.

L’Italia ha bisogno di tante cose: più incentivi per le assunzioni, più sgravi fiscali per le aziende e i liberi professionisti, più organizzazione all’interno delle strutture pubbliche, miglioramento dei mezzi pubblici, potenziamento della sicurezza, accelerazione delle pratiche burocratiche e tanto altro.

Ci si augura che con le nuove elezioni del 4 marzo una buona parte di queste problematiche venga risolta.

 

Laura Ciancio

 

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