Ormai non faccio altro che riflettere a voce alta…
Appartengo ad una generazione che ha visto parecchi cambiamenti, ed essendo cresciuta in una famiglia legata in maniera stretta alle tradizioni, mi accorgo che poche, pochissime ragazze oggi, sanno tessere, cucire, ricamare, creare. Ovviamente ci sono, ma sono davvero pochissime. Io mi ritengo molto fortunata perché mia madre mi ha insegnato tanto, il che oltre a darmi la possibilità di esprimermi in maniera creativa, mi dà anche la possibilità di poter realizzare capi con pochi denari, qualora ce ne fosse bisogno. Ma quello che più mi addolora è il fatto che tante tradizioni legate al ricamo ed al cucito, stanno via via perdendosi. Sfilato ‘500, filet.. il tombolo o il meraviglioso telaio in legno con il cassettino porta aghi.. quale bambina oggi passa i suoi pomeriggi a ricamare al telaio?! credo nessuna. Che peccato. Io ancora ricordo la soddisfazione di riuscire a realizzare dei fiorellini a punto erba e punto pieno, la felicità di veder confezionare un fazzoletto con il mio ricamo.. già.. i fazzoletti in stoffa; esistono ancora?
Anche oggi vorrei imparare nuove tecniche, ho sempre sete di sapere. Mia madre mia ha insegnato tutto ciò che lei sapeva, ma ovviamente ci sono delle cose che per lei è impossibile insegnarmi, proprio perché non sa farle neanche lei. Tempo fa lessi di una Signora il cui nome è Chiara Vigo; questa signora vive in Sardegna a Calasetta (S. Antioco) ed è una tessitrice.. beh, direte voi.. cosa c’è di strano? Ce ne sono tante.. ed invece no. Come lei, c’è solo lei. E da quel giorno non faccio che sognare di incontrarla e di imparare da lei.
La sua particolarità sta nel fatto che lei è l’unica depositaria di una lavorazione la cui tradizione si perde nella notte dei tempi , già testimoniata nelle popolazioni cretesi e fenicie, nonché egizie; la Bibbia ne parla come “tessuto del Re Salomone e della Regina Ecuba” .
Parlo del “Bisso”. Per chi non sapesse cosa è il bisso, esso è una fibra di origine animale: viene prodotta da un grande mollusco bivalve (pinna nobilis) presente nei fondali del Mar Mediterraneo: il suo colore ambrato cambia se esposto alla luce divenendo, per gli effetti dei raggi del sole, simile all’oro. Esso può essere raccolto solo in alcuni momenti dell’anno ed in pochissime quantità per non far morire la nacchera. Il bioccolo di seta veniva estratto con uno strappo e fatto essiccare all’ombra e dissalato per un periodo di 25 giorni. Successivamente la fibra veniva cardata con un cardo a spilli molto piccolo per eliminare eventuali minuscole alghe ancora presenti, per poi essere filata con un piccolissimo fuso, visto che si devono concatenare fibre non più lunghe di 2 cm e poi per ultima, la torsione, che avveniva con l’uso delle sole mani. La tessitura e la lavorazione seguivano logiche e rituali assolutamente slegate al concetto di spazio e tempo, quasi fosse una magia; infatti il “Bisso marino” è stato oggetto di innumerevoli miti e leggende. Anche Jules Verne ne fu particolarmente colpito tanto da menzionarlo nel suo “Ventimila leghe sotto i mari”. Questi manufatti avevano degli splendidi riflessi dorati ed erano molto richiesti dalla nobiltà e dall’alto clero, e nel XIX secolo non poterono più mancare nelle esposizioni commerciali più prestigiose. Ma proprio i costi elevatissimi ed anche un po’ per la concorrenza della seta, la produzione di bisso, a partire dal XX secolo comincio a scemare, e dopo la seconda guerra mondiale, quasi nessuno parlò più di bisso marino.
Solo lei, Chiara Vigo, continua a raccogliere, dissalare, cardare, filare e tessere questa magia del mare. Lei ha espresso la volontà di mantenere quest’arte come bene dell’umanità e non come uso personale, per cui il bisso non si può comprare ma solo donare. Insegna gratuitamente , senza manuali ma rigorosamente tramandando oralmente il suo sapere, a chiunque voglia imparare.. ed io lo vorrei tantissimo.. Mi immagino Sirena, immersa nelle limpide acque della Sardegna, mente la seguo, Sirena anch’essa, alla ricerca dell’oro del mare..
Loredana Arcidiacono









Bello anche quest articolo brava davvero Lory e …. Indovina io sono ” di casa ” a Portoscuso che e vcino Santantioco , ci vive la mia bambina (figlioccia ) Cristina ❤️ quindi quando torno faro in modo di incontrare Chiara Vigo alla quale mostrero il tuo articolo ! Grazie per aver raccontato di questa donna Sarda speciale che non conoscevo .
Bello anche quest’articolo brava Lory ! e indovina….io sono “di casa” a Portoscuso che è vicino a Santantioco ci vive la mia bambina (figlioccia ) Cristina ️ quindi quando andrò farò il possibile per incontrare Chiara Vigo per mostrarle il tuo articolo ! Grazie per aver raccontato la storia di questa donna speciale che non conoscevo !