La notizia ha fatto il giro di tutte le cronache. Incredibile, insensato, una vera e propria strategia finanziaria. I disagi delle casse dello Stato sono ormai il termometro regolatore delle attività macroeconomiche statali, che non riuscendo a trovare soluzioni opportune all’evasione fiscale ed ai ripetuti azzardi nel mercato del lavoro e previdenziale, ripercuotono i fallimenti ove invece occorre investire ed organizzare meglio, ovvero nel sistema scolastico.
Difatti è ingiustificato ed ingiustificabile fare un taglio di ore per l’insegnamento del primo strumento in un liceo musicale. Appare così evidente a confronto con il numero di ore per il secondo strumento, che di fatto vengono quasi equiparati.
Il primo strumento è una materia caratterizzante per i licei musicali e coreutici, come il latino e greco per il classico, la matematica per lo scientifico, pertanto ridurne l’insegnamento equivarrebbe togliere l’indirizzo specifico del liceo, ed inoltre verrebbe meno l’acquisizione delle competenze tecnico-pratiche che lo studente deve apprendere.
La Nota Prot. 21315/2017 del 15 maggio 2017 del MIUR, avente ad oggetto “Dotazioni Organiche del personale docente … nonché la modalità di assegnazione delle ore sull’organico destinato ai Licei musicali”, appare sostanzialmente un escamotage di riorganizzazione e riduzione dell’organico, ostacolando molti insegnanti al passaggio di ruolo. Infatti, un’ora in meno a settimana non consente all’insegnante della materia di raggiungere i requisiti previsti per il ruolo.
Inoltre, è stato di certo molto irrispettoso nei confronti degli studenti e delle loro famiglie, che avevano fatto una scelta proprio sulla base di un piano di studi ben diverso da quello poi applicato.
Inevitabile il ricorso al TAR, che ha visto soccombere inesorabilmente il MIUR.
Il TAR della Regione Lazio ha accolto il ricorso con la sentenza 6885 del 2017, pronunciando l’annullamento della Nota impugnata.
Ciò nonostante, ancora oggi sembra che il MIUR faccia orecchio da mercante, avendo proposto appello della sentenza del Tar al Consiglio di Stato.
Anche questa sembra una linea strategica, più che la mera convinzione della bontà della Nota Ministeriale, che, confidando nel frattempo sulla lentezza del farraginoso sistema burocratico, consentirà anche nel prossimo ciclo scolastico la riduzione delle ore per il primo strumento, con il conseguente risparmio di organico.
Sta di fatto che il punto focale della questione, è che viene inficiata la qualità di apprendimento della materia. Di certo, secondo gli addetti ai lavori, le ore di lezione frontali, oltre che le ore di ascolto e dirette, sono fondamentali per il percorso educativo ed il perseguimento degli obiettivi didattici.
Si spera ad un cambiamento di rotta del MIUR, e che possa al più presto ripristinare la seconda ora di primo strumento!
Valeria Barbagallo






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