FAMIGLIA CRIMINOGENA E SPAZIO NEUTRO


Lo scorso 22 giugno l’AMI ( associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani) ha organizzato il convegno sulla “Famiglia Criminogena” tenutosi al palazzo di Giustizia.

Il Dott. Antonino Di Stefano, Tesoriere del consiglio dell’ordine degli avvocati, ha sottolineato l’importanza di affrontare i temi afferenti alla famiglia con un approccio multidisciplinare, cosicché da consentire una visione organica degli argomenti. Dello stesso parere il Presidente della I sezione Famiglia , dott.ssa Marisa Acagnino, che ritiene di grande arricchimento il confronto con gli specialisti dei vari settori.

L’avvocato Domenico Maravigna, Presidente dell’AMI ha introdotto l’argomento ponendo subito un quesito: quali sono i limiti legislativi? Come si può recuperare un minore?

A rispondere sono stati relatori d’eccellenza a partire dalla Prof.ssa Simona Tigano, docente di Diritto Penale presso l’Università  di Catania: la violenza assistita, ovvero violenza in presenza di minori, i maltrattamenti in famiglia, i reati sessualmente orientati, la violenza di genere, sono tutte forme di violenza in cui la donna è la vittima principale. I figli che assistono subiscono forti traumi, sentendosi impotenti dinanzi alla situazione e vittime essi stessi di scene a cui spesse volte sono costretti ad assistere.

Il problema di fondo è la denuncia. Molte donne hanno paura di denunciare, e quando lo fanno è perché stremate da lunghi periodi di maltrattamenti e violenza. Così interviene il Vicequestore di Catania, Giuseppina Neri, rimarcando che molte donne non conoscono gli strumenti di legge per proteggerle. Hanno piuttosto timore degli assistenti sociali e dello scollamento dai figli. In verità , vengono collocate in strutture protette, assieme ai figli, affinchè possano sentirsi più serene e non subire violenze.

La legge- sottolinea- consente alle donne, vittime di violenza, di essere collocate in strutture anche senza la denuncia formale, proprio per evitare che essa stessa possa essere ostativa alla priorità della protezione.

Si è inoltre affrontato il delicato tema della “messa alla prova”, ovvero l’ innovativo istituto giuridico a favore del reo  minorenne, che consente la sospensione del processo a favore di una mediazione penale con funzione riparativa, in modo che il reo possa  “rimediare agli errori commessi”, divenendo “soggetto attivo” del procedimento a suo carico.

Inspirata senza ombra di dubbio ai principi di Gramsci, la messa alla prova seppur espressione di grande civiltà, si scontra a volte con un sistema giudiziario abbastanza complesso, difatti -come afferma il Presidente del tribunale per i minorenni di Caltanissetta dott. Antonino Liberto Porracciolo– ha poco senso quando il minorenne è diventato maggiorenne e magari nel frattempo ha raggiunto un’età tale in cui  la finalità di rieducazione e reinserimento verrebbe meno.

“La famiglia è il teatro della tragedia”-interviene l’avv. Vincenzo Mellia -“i letterati sono sempre stati più avanti dei giuristi perché si sono sempre basati sui fatti”. Questa chiave di lettura, a tratti filosofica, sembra quella più vicina al concetto della famiglia come “luogo” giuridico in cui si consumano  fatti umani e vicende aberranti.

In seno all’argomento sono stati sviluppati temi afferenti all’aspetto psicologico e patologico del trauma a seguito di separazioni, violenze. “il trauma lo porteremo sempre con noi”- afferma il Dott. Massimo Comella, psicologo e Presidente dell’assoc. Focus Familia. Molto interessante il filmato proposto di Al Pacino” in cui la frase “siamo tutti disturbati” racchiude il malessere della nostra società, in cui tutti a vario titolo possiamo considerarci appunto affetti da disturbi. Dopo aver toccato alcuni argomenti quali, il concetto di resilienza, come adattamento creativo, di schizofrenia, come perdita delle fondamenta, di attaccamento, relativo alla figura di riferimento, di “epigenetica” in riferimento all’ereditarietà familiare del trauma, anche quando questo ha riguardato parenti collaterali, si è passati a parlare dello “Spazio Neutro”e delle attività dell’associazione Focus Familia, in tale ambito.

A sostegno è intervenuta la Dott.ssa Concetta Facciolà, Capo settore dei Servizi Sociali del virtuoso Comune di Sant’Agata Li Battiati.

Da alcuni anni ha lavorato al progetto dello Spazio Neutro, favorevolmente appoggiato dal Sindaco Marco Nunzio Rubino, poiché è stato necessario venire incontro alle esigenze dei genitori non affidatari di poter incontrare i propri figli in un contesto scevro da condizionamenti, lontano dal luogo del “dolore”, e soprattutto molto accogliente.

Encomiabile la finalità del recupero delle relazioni, e dell’“elaborazione del lutto” a seguito di separazione. La neutralità consiste nell’effettiva sospensione del giudizio, luogo di ascolto attivo, in cui è possibile sentirsi protetti, capiti ed aiutati.

Questo spazio colorato e confortevole, si sostituisce ai bui corridoi  in cui incontrare gli assistenti sociali, le attrezzature studiate ad hoc consentono di sentirsi a proprio agio predisponendo genitori e figli ad instaurare una comunicazione funzionale e costruttiva.

Si spera che molti altri Comuni possano seguire l’esempio di Sant’Agata Li Battiati, offrendo un servizio ormai indispensabile e aderente all’evoluzione del sistema “famiglia”.

Valeria Barbagallo

Lascia un commento

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑