PALCOSCENICO


RUBRICA A CURA DI VALERIA BARBAGALLO

CANTA, CANTA, STELVIO, CANTAUSTORIE DI SICILIA

Vi parlo di Stelvio Albiani, un giovane artista catanese, una sorta di strano miscuglio artistico tra musica, arte moderna e poesia.  Un cantautore-cantastorie di Sicilia che racconta la magia del suo mondo fatto di poesia e arte. Vi confesso – dice Stelvio – mi è sempre piaciuto pensare ad un “viaggio introspettivo del tutto lento”, quasi fosse un elogio alla lentezza, una sorta di riflessione sul mio camminare ed il pensare lento, ma con questo non voglio intendere la lentezza statica, ma al contrario, dinamica che faccia veicolare un’idea, la mia, e il mio modo di pensare la vita.

Ed in questo viaggio rimango sorpreso, di volta in volta, dalla generosità delle persone, che mi stupiscono con i loro modi diversi di fare arte, segno che ci si emoziona ancora di fronte al bello. Stelvio è un ragazzo senza tempo, dallo sguardo fresco sulla realtà quasi come quello di un bambino, capace di non avere né tetto né legge, ma con la testa sulle spalle e un gran senso di appartenenza alla propria terra. Conosce la magia ed il mistero del racconto, e nel cuore vibra di una musica tutta sua, poi c’è l’amore smisurato per la poesia e la pittura, che a quanto dice, nutrono l’animo.

Ogni giorno, questo giovane artista, ha una mission: “Tirare fuori il meglio dagli altri per l’equilibrio dell’insieme”. Stelvio con la sua musica, con la sua poesia, ci racconta in modo semplice come lui intenda la vita. Gli è sempre piaciuto osservare quello strano rapporto che è il dialogo tra il dentro ed il fuori delle cose, questo impercettibile dare ed avere, e si stupisce di volta in volta come questo possa accadere, riesce a sorridere di sé stesso e di come ci si possa ritrovare e perdere in un infinito di rimandi. Il cuore non è nient’altro che la casa della fiducia, e lo apro spesso al nuovo, senza esitazioni.

La mia mente, sapete, ci dice, ogni tanto mi fa brutti scherzi, scende a trovare il cuore a casa sua, e con lui sogna, e quando tutto questo accade, la visione di ciò che io voglio veramente dalla mia vita si fa molto più chiara, d’altronde la realtà di ciascuno di noi è il prodotto del nostro animo, nulla cambia fuori se prima non cambia dentro di noi. Stelvio Albiani è un’artista innamorato della vita e ama la verità sopra ogni cosa, egli canta semplicemente la poesia racchiusa e manifesta in ogni dove. Con il suo girovagare, ama incontrare e conoscere sempre gente nuova, si nutre del contatto con l’essenziale, nient’altro che le radici infinite delle qualità umane racchiuse nei cuori degli altri.

E con la conoscenza egli si racconta e si lascia trasportare dalla musica. Questo ragazzo ha una purezza di spirito che siamo convinti non ambisce al potere, al trono, eppure, l’energia che sprigiona e gli occhi pieni di luce riescono a conquistare tutti noi. Il suo buon umore, fidatevi, è contagioso. Non si può morire senza averci almeno provato ci dice! Non si può vendere la parte nobile del proprio animo per paura di un’ipotesi infausta, senza verificare, e poi cosa sarebbe la vita senza il tentativo? Quando io racconto, mi rendo conto che la mia voce può accarezzare l’anima delle persone, altre volte può rompere, lacerare, e quando si verificano queste intermittenze il mio racconto si fa evocativo, la mia voce diventa suono astratto riesce a separare il significato dal significante. Stelvio e la sua bottega, una sorta di “casa contenitore d’umanità” di via Firenze a Catania, è luogo di incontro tra tanti artisti, dove ognuno può lasciare la sua impronta su un’installazione che suscita subito il desiderio di esserci e lasciare impressa la propria orma, dalla serie io ci sono stato, quella mano vedete, quel colore è mio. Orme nasce nel 2013, l’anno in cui pubblico il libro omonimo, ed è per me l’inizio di un grande viaggio.

La mia arte, i miei quadri, le mie poesie erano tutto quello che avevo, ci dice Stelvio, iniziai ad andare in giro in lungo e in largo, con la mia faccia di bronzo, a chiedere a tutti se potevo esporre i miei quadri e le mie poesie, molti mi chiusero la porta in faccia, senza né ascoltarmi, né offrirmi alcuna possibilità, ma fu a Nicolosi che il destino ha voluto che incontrassi il sindaco, peraltro anch’egli musicista, fu allora che mi disse: Stelvio, ma perché queste poesie non provi a musicarle? Magari potresti accompagnarle con la chitarra… Vi assicuro fu l’inizio di una grande avventura che vede “Orme” diventare giorno dopo giorno un progetto esplosivo. Ho sempre desiderato coinvolgere quante più persone possibili nella mia arte, vi faccio un esempio pratico, attraverso l’installazione ORME “qui tu est réllement”, chiunque avesse voluto avrebbe potuto scattare una foto davanti all’installazione, la foto più buffa avrebbe vinto una birra nel locale stesso in cui esponevo, mettermi e metterci in gioco per divertirci. Ma Stelvio adesso raccontaci del teatro? Ebbi la fortuna, ci dice, di conoscere Elisa Franco, una giovane attrice e regista di talento,  mi passò un foglio di un copione, poi mi disse leggi, e mi ritrovai sul palcoscenico, fu un’esperienza meravigliosa. Il mio sogno? Poter aiutare gli artisti emergenti, dare loro la possibilità di essere quello che vogliono. Un ragazzo, un giovane artista che vale la pena di conoscere Stelvio Albiani…

Calogero Matina Kalos

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