Aci Castello e Aci Trezza, il grido della costa: catena umana per “Abbracciamo il mare”


Magliette bianche e azzurre lungo la linea di costa da Scardamiano a Piazza Bambini del Mondo. Cittadini, famiglie e associazioni uniti contro gli scarichi a mare e per chiedere la messa in funzione immediata del collettore fognario da 20 milioni di euro.

Un abbraccio collettivo per salvare il nostro mare

Una distesa viva di magliette bianche e azzurre, mani intrecciate lungo la scogliera e un unico, corale appello: “Basta scarichi in mare!”. È la fotografia della splendida e partecipata manifestazione civica “Abbracciamo il mare”, svoltasi nel pomeriggio di ieri, venerdì 24 luglio, lungo la splendida cornice della Riviera dei Ciclopi.

Fin dalle 17:00, diversi cittadini, famiglie con bambini, giovani, commercianti e rappresentanti delle associazioni locali si sono dati appuntamento nei due punti di raduno stabiliti: il Lungomare Scardamiano ad Aci Castello e Piazza Bambini del Mondo ad Aci Trezza. Da lì, in un’atmosfera carica di entusiasmo ma determinata nelle rivendicazioni, si è formata una simbolica ed imponente catena umana che ha cinto la costa etnea per denunciare lo stato di degrado causato dagli sversamenti in mare e chiedere risposte definitive alle istituzioni.

La spinta dei social: una mobilitazione nata dal basso

Il successo dell’evento risiede nella sua natura autenticamente popolare. La protesta, infatti, ha preso vita e forza proprio sul web. Attraverso un passaparola virale partito nei giorni scorsi su Facebook, Instagram e sulle chat di quartiere, la locandina dell’evento — essenziale nei toni e chiara nei contenuti — ha fatto il giro della rete, trasformando la rabbia dei residenti in partecipazione attiva.

Lo slogan scelto dai promotori e rimbalzato per giorni sulle bacheche social riassume perfettamente lo spirito dell’iniziativa: “Non è politica, è amore per il nostro mare. Uniti per un futuro migliore”. Un chiaro messaggio volto a superare ogni divisione partitica o d’appartenenza, ponendo al centro esclusivamente la tutela della salute pubblica, la salvaguardia dell’ecosistema marino e il rilancio economico e turistico del territorio.

Il paradosso del collettore fognario: 20 milioni di fondi pubblici inutilizzati

Al centro della battaglia dei cittadini c’è la paradossale vicenda del collettore fognario. Si tratta di un’opera infrastrutturale strategica per l’intera riviera, finanziata e realizzata con circa 20 milioni di euro di risorse pubbliche, che ha richiesto anni di cantieri, disagi alla viabilità e impatti sul territorio.

Nonostante i lavori siano ormai giunti alle fasi conclusive, l’impianto continua a non entrare in funzione. Tra incertezze burocratiche, ritardi nei collaudi e palleggi di responsabilità amministrativa sulla futura gestione della condotta, il collettore rimane un’incompiuta “senza padrone”, mentre nel mare antistante Aci Castello e Aci Trezza continuano a riversarsi scarichi non depurati.

I residenti e i bagnanti, esasperati dai continui episodi di acqua torbida e schiume affioranti in piena stagione estiva, non sono più disposti ad accettare giustificazioni: un’opera costata milioni di euro ai contribuenti deve funzionare e deve farlo subito.

L’appello accorato alla Regione Siciliana

Dalla piazza di ieri è partito un appello forte e diretto indirizzato alla Regione Siciliana e a tutti gli enti competenti. I manifestanti chiedono di sbloccare immediatamente lo stallo burocratico, completare gli ultimi adempimenti tecnici e mettere in esercizio il collettore fognario per convogliare i reflui verso i depuratori preposti, ponendo fine una volta per tutte agli sversamenti a mare e superando le pendenti procedure d’infrazione europee.

“Non possiamo permettere che uno dei tratti di costa più belli e iconici della Sicilia continua a subire un simile scempio,” hanno sottolineato diversi partecipanti durante la manifestazione. “Il mare rappresenta la nostra identità, la nostra salute e la risorsa primaria per l’economia turistica, balneare e della pesca. Lasciarlo incustodito e inquinato è un delitto verso noi stessi e verso le generazioni future.”

“Il futuro inizia da noi”: una mobilitazione che non si ferma

La catena umana di ieri non è stata soltanto un momento di protesta, ma anche un atto di profonda civiltà e appartenenza al territorio. Lo scioglimento della catena umana è stato accompagnato da un lungo ed emozionante applauso che ha risuonato lungo tutta la scogliera.

I promotori hanno ringraziato calorosamente tutti i partecipanti, ribadendo che l’attenzione rimarrà altissima nei prossimi giorni e nelle prossime settimane: “Uniti oggi per un mare pulito domani. Il futuro inizia da noi”. La cittadinanza ha dimostrato di esserci e di fare sul serio; adesso la palla passa alle istituzioni, da cui ci si aspettano risposte concrete e tempi certi. Il mare di Aci Castello e Aci Trezza non può più aspettare.

 

Valeria Buremi

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