Expo 2015: un’esperienza tutta italiana


Qualcosa di nuovo “invade” Milano…investimenti, rinnovamento e molto movimento per le strade di una città sicuramente cosmopolita. Nonostante non sia iniziato sotto i migliori auspici, basta pensare ai fatti del primo maggio che hanno lasciato segni ancora evidenti, in città si respira comunque l’aria più che positiva dell’EXPO.

Ovviamente anche io, lo ammetto, mi sono trovata coinvolta da questa “voglia” di visitare l’esposizione di cui avevo sentito tanto parlare, per avere un’idea dell’evento che sta a livello internazionale sta vedendo il Nostro Paese come protagonista.

In un uggioso venerdì mattina ha inizio la mia visita: collegamenti eccellenti per raggiungere il sito espositivo; molta gente in fila per entrare , ma nonostante questo dopo un quarto d’ora sono già dentro e dopo un breve tragitto giunta nell’area iniziale incontro il primo padiglione, quello 0.

Tutti gli altri si trovano dislocati ai lati di un lungo corridoio centrale, dove tra musica e parate si svolge la vita di tutta la manifestazione.

Devo ammettere che ogni padiglione riesce a rappresentare attraverso una minuziosa ricostruzione dei tratti salienti e distintivi la propria Nazione. Per di più tutti i padiglioni sono delle opere architettoniche non indifferenti – tale affermazione è comunque da prendere con le pinze e da contestualizzare nell’ambito dell’evento per le quali sono state create.

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Per quanto riguarda le file da affrontare per visitare i padiglioni, purtroppo, le voci sono vere, ma ad eccezione della  lunga ed estenuante fila occorsa per entrare a Palazzo Italia, le altre sono più o meno sostenibili.

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Davvero divertente il padiglione Brasiliano, con quello Austriaco e quello Tedesco; molto educativo quello svizzero ed è davvero entusiasmante quello coreano.

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Pur non avendo il tempo di visitare tutto, un plauso va sicuramente fatto all’area dei paesi che hanno accolto i cluster del caffè, del riso e del cacao e del cioccolato, perché hanno colto più di altri, il tema dell’esposizione.

Per quanto riguarda la Sicilia, con molto rammarico non è stato dato una giusta importanza alle nostre risorse, ma sicuramente non siamo stati uno dei paesi più penalizzati

Per quanto attiene al cibo e i prezzi, posso dire che ogni Paese offre una varietà non indifferente di prodotti  tipici e nazionali e, nonostante, i prezzi non siano dei più economici, sicuramente un pasto veloce consumato nei vari chioschetti allestiti nei pressi dei vari padiglioni, riescono a soddisfare anche i palati più complicati.

Tirando le somme una giornata posso dire che l’esposizione non è poi tanto male.

Angela Scalisi

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